Shakespeare in Globe!

Parte il cartellone 2009 del Silvano Toti Globe Theatre
di Rossella Puleo - 17 Giugno 2009

Nel cuore di Villa Borghese riparte il 3 luglio 2009 la stagione teatrale del Silvano Toti Globe Theatre, il suggestivo teatro elisabettiano alla cui direzione anche quest’anno ritorna il nome di Gigi Proietti.

Ad un anno esatto di distanza, si accenderanno nuovamente i riflettori con “Shakespeare in Globe!” la programmazione estiva promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e dellaComunicazione del Comune di Roma.   In programma un cartellone ricco per uno spazio che ha visto – dal 2005 al 2008 – quasi un raddoppio di pubblico, passando da poco più di 20.000 spettatori a oltre 36.000.   Inoltre la nascente Associazione Culturale Friends of the Silvano Toti Globe Theatre collaborerà con l’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma per l’ideazione e il coordinamento di diverse iniziative mirate ad aumentare la visibilità del teatro sia a livello nazionale che internazionale e per l’organizzazione di una raccolta di fondi per il sostegno dei progetti teatrali. Al fine di intensificare il numero delle produzioni, questi progetti si svilupperanno per tutto l’anno e non solo durante la stagione estiva. 
  Due appuntamenti “fuori programma” accompagneranno l’atteso dell’inizio della stagione del Globe Theatre.   Il 18 giugno “Notte senza  frontiere”, una serata con Medici Senza Frontiere, parole, musica e fotografia condotta da Mixo e Betty Senatore, per non dimenticare le tante crisi umanitarie che affliggono il mondo. Musica di Dhafer Youssef.   Dal 23 al 27 giugno, per celebrare il bicentenario della nascita di Edgar Allan Poe, la rappresentazione di “Poliziano”, opera unica di Poe per le scene, mai rappresentata in Italia e nel resto del mondo, un calco elisabettiano concepito come un coltissimo puzzle di generi e di citazioni. La versione in lingua italiana e la regia sono di Riccardo Reim. 
  Il 3 luglio il consueto omaggio a William Shakespeare con 2 successi dello scorso anno e 3 novità: 
Dal 3 al 12 luglio: Il  Mercante di Venezia con la regia di Loredana Scaramellache cura anche la traduzione. Scontro etico, sociale e culturale. Conflitto fra amicizia e amore. Potere del denaro. Lealtà e giustizia. Ancora una volta Shakespeare riesce a scavalcare il limite temporale e a fornirci materia per riflettere su noi stessi e sul nostro presente. Venezia mercato frenetico, e Belmonte isola assolata della vicina Dalmazia: due universi destinati ad incontrarsi, uno maschile indaffarato a costruire ed alimentare un impero finanziario, e uno femminile tutto volto al desiderio di inventare alternative di piacere al mondo del dovere. 
  Dal 14 al 22 luglio: Troppu trafficu ppi nenti di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasqual., Si tratta della prima novità di questo cartellone 2009, un testo attribuito a Messer Angelo Florio Scrollalanza, forse un archetipo del testo Molto rumore per nulla, dove dietro all’autore pare si nasconda William Shakespeare. Questo Troppo trafficu ppi nnenti con la regia di Giuseppe Di pasquale, è l’eterno modello di un carattere terribilmente semplice come quello siciliano, che ama complicarsi l’esistenza in un continuo arrovigliarsi su se stesso. E se davvero Shakespeare fosse siciliano? Immaginiamo una Messina in mezzo al mediterraneo così come la poteva immaginare Shakespeare. Esotica, viva, crocevia di magheggi che avrebbero fatto di una festa nuziale il complicato intreccio per una giostra degli intrighi.  
  Dal 25 luglio al 2 agosto: “Sogno di una notte di mezza estate”. Riccardo Cavallo ne cura ancora una volta magistralmente la regia. Traduzione di Simonetta Tra versetti. Una rappresentazione all’insegna del senso effimero della felicità, in un mondo folle dove folle è l’amore. La notte di mezza estate è una notte magica in cui si contrappongono tre mondi: il mondo della realtà – quello di Teseo, Ippolita e la corte – il mondo della realtà teatrale – gli artigiani che si preparano alla rappresentazione – e il mondo della fantasia – quello degli spiriti e delle ombre. Un’opera che trasmette la grandezza di Shakespeare che ha saputo coinvolgere l’universo delle fate che alterna al verso sciolto, canzoni e filastrocche, quello degli amanti sopraffatto dalle liriche d’amore e quello degli artigiani dove la prosa quotidiana è interrotta dalla parodia del verso aulico. E un richiamo alla malinconia, forte, che accompagna tutta la storia. 
  Dal 7 al 14 e dal 18 al 30 agosto: Othello con la regia di Daniele Salvo. Una tragedia dell’io, una catastrofe intima e privata. Othello – definita tragedia domestica – è l’unica tragedia di Shakespeare in cui il sistema sociale e politico rimane intatto fino alla fine, dove non c’è ribellione armata contro il potere costituito. Il primo atto dell’opera ambientato in una Venezia notturna rischiarata solo dalla luce delle fiaccole, una città simbolo del magico e dell’esotico, dove Othello rappresenta tutto ciò che l’Inghilterra puritana del primo seicento non poteva accettare di essere. Un’opera con la quale Shakespeare rappresenta un po’ il suo “lato oscuro” con i continui riferimenti di Iago alla potenza sessuale di Othello, al carattere fortemente carnale e sensuale del rapporto tra Othello e Desdemona. E il letto, in cui si nasce si dorme si fa l’amore si giace malati si muore, è il simbolo di un voto tradito: Othello, uomo vincente e sicuro di sé viene persuaso da Iago della malafede di Desdemona. Iago pensa e il Moro trasferisce in azione il suo pensiero. La grande colpa di Othello non è la gelosia. Ma l’ingenuità. 
  Dal 4 al 20 settembre: “La Bisbetica domata”. Regia di Marco Carniti e la traduzione di Masolino D’Amico. Commedia sull’illusione e sulla manipolazione mentale. Una vita che è guerra di potere: uomo-donna, ricco-povero, ingenuo-furbo, giovane-vecchio. Tutti fingono di essere altro da quello che sono, la vita è un labirinto di illusioni dove è facile rimanere ingabbiati. E la bisbetica Caterina, è stata plagiata o ha trovato la sua natura nella totale sottomissione a Petruccio, l’uomo scelto da suo padre come sposo? E, alla fine: chi doma chi? Una commedia su un amore viscerale che costringe a riscoprire se stessi attraverso la passione e ad abbandonare quella parte di noi che ci impedisce di vivere in armonia con il quotidiano. 

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