Shamsya Hassani a L’Arte nel Portico

Redazione - 29 Settembre 2021

Il 23 settembre 2021, come siamo soliti fare ormai da anni, ci siamo affacciati sotto i portici di Viale Franceschini per la mostra tradizionale appena inaugurata e che a Colli Aniene viene ripetuta con successo annualmente, in un fine settimana di settembre dall’Associazione Culturale Il Foro.

Quest’anno però, dopo aver lasciato in “sospeso” un certo numero di caffè al bar di Adriano, ci siamo guardati intorno e L’Arte del Portico, ci ha sorpreso e non poco per una nuova iniziativa che a definire splendida è poca cosa: una delle postazioni appositamente allestita per le esposizioni di opere di arte figurativa, è stata riservata ad una pittrice afgana, Shamsia Hassani. E, in un momento storico così drammatico per la nazione Afgana come l’attuale, è veramente ammirevole che Colli Aniene, attraverso l’Associazione Il Foro, renda omaggio alla prima donna pittrice dell’Afghanistan, una street artist di fama.

Ci siamo allora predisposti per conoscere l’artista che, con i suoi graffiti ed opere pittoriche canoniche, ritrae silhouette di donne afghane prigioniere di quell’orribile indumento chiamato hijab, idealmente intente a suonare, cantare e danzare, insomma a tante attività nuovamente soffocate dal nuovo regime talebano ormai padrone delle sorti del Paese.

Per quanto però abbiamo atteso, di Shamsia Hassani, ancora nulla. Ci siamo perciò rivolti a Linda Di Domenica che è la Dea ex machina, solerte e valida collaboratrice di Luigi Polito presidente de Il Foro e le abbiamo chiesto come Shamsia Hassani sia pervenuta all’Arte nel Portico e tutto quanto sa della sua presenza in Italia e a Roma.

Linda Di Domenica, con la consueta cordialità ci ha così risposto:

Dell’artista Shamsia Hassani non abbiamo altre informazioni se non quelle che ci dà il web. L’abbiamo scoperta, notata, ammirata attraverso le sue opere e, sensibili al tema trattato, abbiamo deciso di condividere la sua arte attraverso una mostra fotografica all’interno della nostra manifestazione.

Come immaginavamo è stata notata da molti cittadini del quartiere che hanno apprezzato la sua arte e il tema attuale e drammatico che racconta attraverso le sue opere.   

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Ringraziamo Linda Di Domenica e torniamo alla mostra.

Le opere di Shamsia Hassani esposte in riproduzione, vogliono denunciare lo stato di sottomissione della donna afgana dopo il ritiro delle forze degli Stati Uniti e della Nato dall’Afghanistan seguita dall’invasione talebana.

Il tratto delicato ed elegante della prima street artist afgana, tipico del modo di esprimersi degli artisti di quel Paese, sa rappresentare l’umiliazione di diritti negati, di bocche senza voce e la tragedia della negazione del corpo femminile e della stessa identità personale.

È questo il modo artistico di  Shamsia Hassani, che scrive “Voglio colorare i brutti ricordi della guerra” e “se coloro questi brutti ricordi, allora cancello la guerra dalla mente delle persone. Voglio rendere l’Afghanistan famoso per la sua arte, non per la sua guerra”.


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