Silvio 1 – 2 – 3 – 4

Fatti e misfatti di settembre 2013
Mario Relandini - 30 Settembre 2013

Silvio 1

“E’ stata confezionata una grande torta – hanno dato notizia i giornali – per festeggiare i 77 anni di Silvio Berlusconi”.

Silvio Berlusconi, però, i suoi 77 anni ha voluto festeggiarli con i botti. Come le “Pro loco” festeggiano, nei paesi, i santi patroni. Ma le “Pro loco”, anche le più ricche, non sono mai riuscite a tanto: non sono mai riuscite, con i loro fuochi d’artificio e con i loro petardi, a fare cadere giù un Governo.

Silvio 2

Tutto – ricostruendo con i “media” – è avvenuto così: Silvio Berlusconi si è riunito alle 13, nella villa di Arcore, con i “falchi” Daniela Santanché, Denis Verdini, Sandro Bondi e l’avvocato Niccolò Ghedini e, alle 17,30, è stata notificata, ai Ministri del Pdl, la decisione che avrebbero dovuto presentare immediatamente le loro dimissioni dal Governo”.

Ma come? Una decisione siffatta uscita da un vero e proprio “gabinetto di guerra” e con la presenza soltanto dei falchi più falchi invece che uscita, democraticamente e ponderatamente, in una riunione degli organi direttivi che vedesse presenti anche le “colombe”? Proprio così. Come i re tiranni decidevano, nella loro reggia, con i loro più stretti consiglieri e, poi, partiva l’editto per città e per campagne. Ma anzi. Sarebbe potuto accadere di più. Silvio avrebbe addirittura potuto convocare il suo Mosè 2013 e dettargli, da un’alturina dietro il suo tempio brianzolo, i comandamenti da trasmettere al suo popolo di eletti.

Silvio 3

Adotta Abitare A

Sembra – stando alle indiscrezioni e alle voci – che non tutti gli eletti del dio-Silvio siano però pronti ad osservare il verbo arcoriano”.

I Ministri Lorenzin e Quagliariello, in effetti, avrebbero già fatto sapere che non aderiranno alla resuscitata “Forza Italia”. Maurizio Lupi avrebbe esclamato un amaro e significativo “così non va”. Fabrizio Cicchitto si è espresso in disaccordo, chiaramente e pubblicamente, con i metodi e la sostanza della decisione presa antidemocraticamente ad Arcore. E lo stesso segretario del Pdl se ne sarebbe uscito con questa – se la situazione non fosse tragica – risibile affermazione: “Sono pronto ad essere diversamente berlusconiano”. Angelino, insomma, da diverso pdl a diverso segretario pdl, da diverso Ministro a diverso berlusconiano. Ma chissà mai che cosa vorrà dire diversamente berlusconiano.

Silvio 4

“Ora – riferiscono vada ripetendo Silvio Berlusconi – ora subito alle elezioni. Sono assolutamente sicuro che la ce la faremo”.

A vincerle o a perderle?


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