

Dall'11 al 15 febbraio Circo Bordeaux mette in scena lo spettacolo teatrale scritto e diretto da Marco Andreoli
L’associazione culturale Circo Bordeaux presenta, dall’11 al 15 febbraio (ore 21.30) al RialtoSantAmbrogio vicolo di Sant’Ambrogio 4, lo spettacolo teatrale ‘Singapore’ scritto e diretto da Marco Andreoli con Anna Amato, Tommaso Cardarelli, Alessandro Loi, Maria Sole Mansutti, disegno luci Dario Aggioli, supporto coreografico Elena Rolla.
Singapore è la storia di un’ossessione. E di un disperato bisogno di non dimenticare. Singapore è una storia d’amore.
Se mi siedo qui. E mi metto a ricordare. Non faccio altro che ricordare. Convoglio ogni mia residua energia sulla memoria. Se recupero tutti i colori, tutti gli odori, tutti i cambi di luce. Se metto insieme tutti i pezzi, anche quelli più piccoli, anche le schegge dei pezzi più piccoli. Se riesco a ricostruire tutto come fosse ora. Se ci riesco, dico. Allora tutto è come fosse ora. Basta aprire gli occhi e vivere al presente. Funziona così, no?
NOTE DI REGIA
Quando Adele è morta, l’Avvocato non ha potuto far altro che prendere atto della sua assenza. Il resto del mondo, invece, non ha neanche avuto il buon gusto di rallentare la propria corsa. Sembra una storia ovvia: qualcuno muore e qualcun altro sopravvive. Chi sopravvive può esercitare il diritto al ricordo; e al rimpianto, naturalmente; e al rimorso, se serve. Ma cosa succede se la memoria riesce a ricostruire immagini perfette?
Nel saggio Dell’Aderenza (1968), il Professor Singapore promuove la “materialità del ricordo”. Sostiene, cioè, che attraverso un ricordo assoluto e completo sia possibile ripescare dal passato ogni oggetto, ogni individuo; che la memoria, diversamente da quanto si creda, sia in grado non solo di produrre immagini (quali sogni, visioni o semplici reminescenze) ma possa anche, benché solo attraverso sforzi che lui stesso definisce
“immani”, materializzare tali immagini nella realtà effettiva e che sia dunque possibile riportarli al presente semplicemente esercitandone disciplina.
La teoria-Singapore rappresenta per l’Avvocato una vera rivelazione, tanto da dedicare ogni attimo della vita che gli resta ad applicarla senza tregua. Perseguendo un obiettivo folle e al tempo stesso grandioso: riavere sua moglie. Per farlo deve raccogliere tutti i ricordi; e, soprattutto, deve renderli puri e perfetti. E aderenti.
Il suo assistente Fanicchia e la Signorina Mori, di professione segretaria raccoglitrice, lo aiuteranno nell’impresa, tentando di vincere tutti i dubbi e le remore che, in merito, sembra lecito nutrire.
IL GRUPPO TEATRALE “CIRCO BORDEAUX”
Nato alla fine del 1999, è composto da ex-allievi diplomati dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. Il 3 giugno 2003 è stata costituita formalmente l’Associazione Culturale omonima. Nello stesso anno le compagnie Circo Bordeaux, amnesiA vivacE, Labit, OlivieriRavelli_Teatro, Residui, Stradevarie e Ygramul tentano un percorso insieme nell’intento di rendere visibile la scena off e underground (abusiva) romana: producendo prima la rivista «Ubu Settete» e in seguito la rassegna Ubu Settete! – fiera di alterità teatrali. Nel 2008 crea il CONSORZIO UBUSETTETE assieme a Daniele Timpano/amnesiA vivacE, Kataklisma, OlivieriRavelli_Teatro, Teatro Forsennato, intravedendo nella forma plurale un’ipotesi di rinnovamento della distribuzione teatrale contemporanea.
Sin dall’inizio, l’intento dichiarato del gruppo è stato quello di sviluppare il proprio percorso sulla base di un repertorio originale e sulla ricerca di linguaggi nuovi. Pur non prescindendo mai dalla parola, vero centro nevralgico dell’esperienza finora maturata.
Alla base di ogni progetto della compagnia, del resto, c’è sempre una storia da raccontare, un plot, un sistema di personaggi e di rapporti che possa veicolare e sostenere ogni intenzione scenica.
Senza soluzione di continuità, è alla ricerca di una gamma di atmosfere riconducibili all’esperienza umana; eppure tutti i suoi spettacoli contengono strutturali elementi magici: c’è qualcosa di estraneo e di inspiegabile attraverso cui, da anni, il Circo cerca di raccontare l’assenza, l’attesa, la nostalgia, la sconfitta e la morte. Magari, chissà, la somma di tutte queste cose dà per risultato una poetica.
Dopo aver raccontato i turbamenti e le suggestioni che muovono la pittura di Edward Hopper e di Francis Bacon, il Circo torna ad una storia originale che recupera, almeno in parte, atmosfere e dinamiche di lavori quali Mogano e Mezzanotte.
Singapore rappresenta anche l’occasione per riunire in un unico progetto gli animatori storici di una compagnia che, proprio nel 2009, festeggia i dieci anni di attività.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.