Singapore, l’oscillazione della memoria

Ha debuttato al Rialto il nuovo spettacolo del Circo Bordeaux, scritto e diretto da Marco Andreoli

L’11 febbraio 2009, presso il teatro del Rialto Santambrogio, ha debuttato in prima assoluta Singapore, nuovo lavoro della compagnia Circo Bordeaux, scritto e diretto da Marco Andreoli. Inserito nel contesto di Dramorama, rassegna dedicata ai nuovi approcci drammaturgici, Singapore narra la storia di un uomo ossessionato dal ricordo della propria moglie defunta; e di come la memoria possa sovrapporsi alla realtà; e di quanta fatica costi non dimenticare. Ma nelle pieghe di questo spettacolo articolato, complesso, armonico, c’è davvero molto altro: materiali onirici, vibrazioni, respiri, movimenti verticali, barlumi di surrealismo.

Elementi questi che, per lo più, non è possibile restituire attraverso un articolo; e che, ad onor del vero, neanche il pubblico presente riesce ad abbracciare in modo effettivo e completo. Del resto il teatro del Circo Bordeaux, soprattutto negli ultimi tempi, mette in campo una ricerca seria – e mai seriosa – tesa a mostrare il non-detto, sviluppata testardamente in direzione di una parola oscillante tra autenticità e impossibilità. È questo squilibrio controllato, in fin dei conti, che consente di descrivere il lavoro decennale del Circo Bordeaux come un ibrido particolarissimo, calato nella tradizione della prosa eppure teso verso un’avanguardia morbida e intelligente, niente affatto dirompente, ma senz’altro consapevole di quanto parola e struttura debbano essere, oggi più che mai, sensate e sensibili, pulite ed efficaci. Lo spettacolo, inutile girarci intorno, è riuscito e bello e profondo, in grado com’è di toccare, senza evidenti eccezioni, la testa e il cuore di una platea variegata.

Ricordiamo una scena tra tutte: Adele, la moglie defunta, illuminata da una minuscola lampada, elenca immagini di un passato perduto e inafferrabile; è solo una lista; ma una lista da brividi.

Nota di merito, in ogni caso, per i quattro attori (Anna Amato, Tommaso Cardarelli, Alessandro Loi, Maria Sole Mansutti) che, malgrado il comune background accademico, sanno sempre conferire ai propri personaggi personalità e spessori sinceramente rari. Info: www.circobordeaux.it

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