Sit-in contro un nuovo Hotel a Trastevere

Dovrebbe trasformare il chiostro Borromini in Santa Maria dei Sette Dolori
di Letizia Palmisano - 9 Marzo 2007

Il 9 marzo di fronte al chiostro Borromini, in via Garibaldi 27 a Trastevere si è tenuto un sit-in organizzato dalla Consigliera del Primo Municipio, Francesca Santolini, a difesa del Monastero di elevato valore artistico, contro la trasformazione in Hotel di lusso del Convento.
Tra gli intervenuti segnaliamo il gruppo dei Giovani Verdi romani, il portavoce dei Comitati No Elettrosmog Roma Giuseppe Teodoro e soprattutto il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli, il quale, insieme all’ On. Grazia Francescato ha presentato sul Monastero un’interrogazione parlamentare al Ministro per i beni e le attività culturali. 

Il monastero, costruito a partire dal 1642 su progetto di Francesco Borromini, da un anno circa è interessato da «lavori di manutenzione straordinaria», come si legge sul cartello appeso sulla facciata della chiesa.

Il convento prima dei lavori ha ospitato per anni pellegrini che trovavano alloggio nella Capitale con pochi euro. Gli interventi per l’ammodernamento rischiano di snaturare completamente "la missione" del monastero trasformando l’ospitalità in un business: da qui già l’attuale soprannome di "Hotel Borromini" per il Monastero vista la struttura che pare venga delineandosi – come denuncia la Santolini – con decine di stanze e, probabilmente, bagni in camera, aria condizionata, ristorante alle pendici del Granicolo.

I lavori, condotti dalla Diana costruzioni srl, stanno interessando la facciata ma, soprattutto, il chiostro e l’interno del convento/casa compreso nell’area delimitata dalla curva di via Garibaldi, da vicolo del Cedro e da via dei Panieri. 
La bellissima chiesa borrominiana si può vedere invece ogni giorno, ma solo alle sette e un quarto del mattino quando il sacerdote celebra la messa per le suore del convento.

Come si legge nell’interrogazione, Giuseppe Rebecchini, ordinario di progettazione architettonica alla Sapienza – con una missiva inviata al sindaco di Roma, al Primo Municipio, alla Soprintendenza statale e alla Sovrintendenza comunale – ha chiesto di valutare se gli interventi di "manutenzione straordinaria" in questione siano compatibili con la struttura originaria di questo importantissimo monumento dell’arte barocca (…) progettato Borromini (sue sono la pianta, la facciata, la chiesa e il vestibolo ottagonale ispirato ad ambienti di Villa Adriana), e terminato da Francesco Contini e da Antonio del Grande. Inoltre si chiede se, ai sensi dell’articolo 21 del Codice dei beni culturali, gli interventi di "ristrutturazione" in questione di "manutenzione straordinaria" siano stati autorizzati e, in caso affermativo, se, data l’importanza del sito, siano in corso dei sopralluoghi e una puntuale vigilanza sul cantiere e quali urgenti misure si intendano prendere per evitare che un’opera di tale rilievo venga irrimediabilmente snaturata.

Sia Rebecchini nella missiva, che Santolini e Bonelli si sono inoltre espressi non solo sulla salvaguardia e valorizzazione del Monastero ma anche per garantire in futuro la fruibilità della Chiesa e del Chiostro da parte dei visitatori creando i presupposti per delle visite in orari diversi dalla messa del mattino.


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