

I lavoratori dell’Aurelia Hospital, di Città di Roma e dell’European Hospital protestano contro il sistema sanitario regionale
“Qui giace l’assistenza in emergenza”, “Qui giace l’occupazione e la buona sanità” “Renzi, adesso tocca a te tutelare le nostre posizioni e quelle dei pazienti che assistiamo”. Con queste scritte adagiate su tre bare di legno, lunedì 23 febbraio, nel piazzale antistante Montecitorio, i lavoratori di tre case di cura della capitale, Aurelia Hospital, Città di Roma ed European Hospital, protestano contro i tagli alla sanità.
Quasi un centinaio di persone hanno partecipato al sit-in contro il sistema sanitario regionale e ai tagli fatti, circa 7 milioni di euro, causando oltre ai disservizi anche il licenziamento e le procedure di mobilità per i 160 dipendenti delle tre strutture.
“La Regione Lazio – spiega Gianluca Di Matteo, dell’European Hospital – ha fatto dei tagli consistenti, parliamo di circa 7 milioni di euro. Per l’European Hospital, una struttura convenzionata con il sistema nazionale per cardiochirurgia, significa dover mandare a casa pazienti per interventi salvavita, perché non abbiamo le risorse per garantire il servizio”.
Ora sono propri i tagli al budget a determinare una procedura di mobilità per 160 dipendenti delle tre strutture, che rischiano il licenziamento. Ed è per questo che dopo tante manifestazioni andate a vuoto, prima sotto la Regione Lazio, poi sotto al ministero della Sanità, gli operatori sanitari delle tre case di cura chiedono a Renzi di occuparsi della loro causa.
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