SOS da Roma est? Non pervenuti

Ventimila abitanti scomparsi grazie alla disattenzione della Politica
di Antonello Dionisi - 22 Settembre 2009

In redazione sono giunte numerose domande e richieste di aiuto da parte degli abitanti, molti dei quali nuovi, della zona di Lunghezza, Lunghezzina Due, Ponte di Nona e dintorni.
Questo giornale, come la quasi totalità dei media locali e non, ha sentito la necessità di raccontare e far raccontare la triste realtà che avvolge la zona di Roma Est.
Fin dal suo concepimento nel 2002 Abitarearoma.net, per opera del sottoscritto e non solo, aveva "previsto" i disagi che ormai oggi pervengono sotto forma di lamentela beffarda e spesso tardiva, come se fosse la normalità percorrere sei chilometri in 80-90 minuti. Perché la Collatina è questa, e oggi i lavori in corso, necessari quanto esasperanti, non risolvono il grande problema viario che interessa non quattro ma tutti i chilometri della Collatina ad arrivare almeno sino a Tor Sapienza.

Andiamo con ordine: dal Piano Regolatore ultimo approvato a suo tempo in pompa magna e che dovrebbe andare in porto senza particolari deroghe per Roma Est, sulla Collatina si stanno ultimando i lavori di allargamento della sede viaria e di realizzazione della rotatoria all’altezza di via di Salone. Questo progetto dovrebbe estendersi, con date ancora da definirsi, con l’allargamento della sede viaria sino a Tor Sapienza e con la creazione di un’altra rotatoria all’altezza di via della Rustica.
Unica cosa certa, così almeno si afferma: "i lavori ora in atto dovrebbero terminare entro novembre 2010". Non ci azzardiamo a fare previsioni sulla fine lavori…
Proseguendo verso est lungo la Collatina abbiamo la stazione di Salone, chiusa come sappiamo da qualche anno e riammodernata, con un plateale sperpero di risorse pubbliche, e mantenuta chiusa, si afferma, per la presenza dei nomadi. Come se all’epoca della ristrutturazione non ci fossero…
Ora il quesito è: o togliete i nomadi o togliete la stazione. Invece si è pensato di riammodernare una stazione per tenerla chiusa…

A questo punto la giunta Veltroni aveva ben pensato (2005) di riammodernare la fermata Lunghezza viste le cubature richieste e concesse nella zona Roma est. Detto e fatto, o quasi, pochi mesi fa è stato consegnato il parcheggio che ospita nemmeno cento autoveicoli a fronte di circa ventimila potenziali utenti! Utenti che ovviamente non possono dividersi con la stazione di Salone, chiusa per i motivi di cui sopra. Quindi nel febbraio scorso la Regione Lazio ha finalmente dato il via libera per, attenti al virgolettato, "iniziare" ad approvare il progetto della costruzione della stazione di Ponte di Nona. Che sorgerà, non c’è dubbio, ma nessuno si prenderebbe mai la briga di dire quando.
Nel frattempo i mesi, quasi 14, di chiusura della Collatina all’altezza del viadotto autostradale hanno permesso di costruire dei parcheggi per la futura stazione che… in verità servirebbero un chilometro più a est, e precisamente alla stazione di Lunghezza.
Provare per credere!

Di queste e di altre cose stiamo raccontando con un filo di ironia per non ricadere nel baratro della disperazione. Più volte ne abbiamo parlato con Di Cosimo, presidente della commissione Urbanistica del Comune, il quale, tutto sommato, ha mantenuto le promesse di rifacimento della Collatina e di alcune viabilità interne a Lughezzina Due, ma sui tempi di realizzo, ahi ahi, è stato meno preciso delle indicazioni di voto che lesto ha provveduto a diramare durante gli incontri… (parliamo di tre mesi fa per citare l’ultimo).
C’è comunque da dire che i mesi di chiusura della Collatina sotto il viadotto sono anche serviti per creare e quasi terminare quella futuribile viabilità alternativa alla Collatina che sarebbe l’asse viario – via Caltagirone con lo svincolo A 24 – di prossima ultimazione. Si parla di ottobre 2009.

Ma i problemi dentro Roma est premono dal momento che la viabilità da e per i centri abitati soffre e che strappare promesse ai politici è assai facile. Io personalmente tra assessori, presidenti e consiglieri ho preso appunti su una decina di varianti, progetti, deroghe e deviazioni da ormai aver compilato un paio di stradari. Di questi bla bla bla faccio fatica a riportarne nota se non ad opera finita solamente per non far pubblicità a chi continua a farsi bello sulla pelle dei cittadini.

Lunghezzina Due: sono iniziati i lavori in largo Silvi ed in questo il consigliere Di Cosimo è stato di parola: da tre mesi le ruspe vanno avanti per creare un giardino e un parchetto per bambini, per procedere poi ad una risistemazione generale della viabilità, ad iniziare dall’asfalto che già è stato risistemato.
Inoltre sono stati posizionati numerosi cassonetti AMA con una velocità da paese del primo mondo. Cosa che l’Italia non è dal momento che questa bella favola di precisione si conclude drammaticamente quando gli operai che cosa fanno? Scaricano terre e immondizie trovate sull’area di cantiere… dove?
Nell’unica area che sarà adibità a polmone verde della zona, la Riserva dei Selci! E oggi andando lì troverete oltre ad un generale laissez faire fatto di sacchetti e frigoriferi abbandonati anche una ventina di mucchi di terra e quant’altro, cioè gli scarti del cantiere di costruzione… di un’area verde!

Miei cari lettori, quant’altra carne al fuoco? Vogliamo parlare del 314 che fa un tragitto da corriera d’altri tempi? Vogliamo parlare dell’unico parco allestito per bambini (con due scivoli), in via Fosso dell’Osa, che dovrebbe servire un quartiere, Roma Est, dove nascono 14 (quattordici) bambini a settimana?

Credo ormai che Roma est sia entrata sin dal suo concepimento nelle riserve di caccia di palazzinari che ancora oggi tengono famiglie sulle spine allungando a dismisura i tempi di consegna delle case, saltando a piè pari i vincoli sulle opere compensatorie, cementificando un territorio che almeno nelle intenzioni doveva favorire una qualità dell’abitare innovativa e tracciare la via maestra verso la concezione di nuove edifici con l’utilizzo di materiali ecologici.
Questi erano tra i tanti vincoli con cui il Comune ha concesso la edificabilità di territori altrimenti destinati ad uso agricolo. Senza contare le vendite e gli affitti a tasso agevolato che attraverso pratiche diffuse come i pagamenti a nero sono largamente bypassati.

Adotta Abitare A

Questo è il punto di Roma Est oggi, senza contare le promesse dei tanti sciacalli a cui fanno gola i tanti voti dei residenti.
Alle persone che ci hanno scritto dico di continuare a farlo perché finora lanciare i problemi al di là del territorio è l’unica arma che ha dato – pochi ma preziosi – frutti. A tutti quelli che invece pensano che sia inutile scrivere e urlare perché l’amministrazione è sorda ai problemi della periferia… io dico che hanno maledettamente ragione. E che l’unica arma che hanno è quella di sconsigliare di comprare casa a Roma Est.
E agli amministratori che c’erano e che ci sono dico che nessuno meriterebbe uno straccio di voto da chi è tratto agli arresti di quartiere, cosa assai peggiore e avvilente di quelli domiciliari.


Dicci cosa ne pensi per primo.

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