

Infiltrazioni e caldaie rotte negli alloggi consegnati a giugno. Il Comune sospende i pagamenti dopo la mobilitazione del IX Municipio
Doveva rappresentare una risposta concreta all’emergenza abitativa della cosiddetta “fascia grigia”, quella composta da famiglie con redditi troppo alti per l’edilizia popolare ma insufficienti per sostenere i costi del mercato privato.
A pochi mesi dalla consegna, però, il compendio residenziale di via Sante Bastiani si è trasformato in un caso, tra segnalazioni di gravi carenze strutturali e alloggi giudicati dagli stessi inquilini pericolosi e invivibili.
Il 3 febbraio scorso, le famiglie assegnatarie hanno portato la loro protesta nel parlamentino del Municipio IX, elencando una lunga serie di criticità. A partire dall’impianto antincendio, la cui certificazione risalirebbe addirittura al 2017 e non sarebbe mai stata aggiornata.
Poi il riscaldamento: caldaie fuori uso che hanno costretto gli inquilini ad affrontare l’intero inverno al freddo. Infine le infiltrazioni, con pioggia che entra negli appartamenti e pareti gonfie d’acqua, soprattutto ai piani più alti dello stabile.
A dare un volto alla protesta è la storia di Letizia Merlonghi, giovane madre che ha dovuto lasciare l’appartamento assegnato per trasferirsi temporaneamente dalla nonna. L’umidità e le basse temperature, racconta, rendevano impossibile la permanenza delle sue due bambine piccole.
Proprio il 3 febbraio, per lei è arrivata una lettera del Dipartimento Patrimonio che comunica la sospensione della bollettazione a partire dal 1° febbraio: un provvedimento che anticipa l’annunciata manutenzione straordinaria, i cui tempi di avvio restano però ancora incerti.
La sospensione dei canoni è il frutto di una mozione trasversale, partita dal Municipio IX e approvata all’unanimità in Campidoglio.
Un segnale politico definito “doveroso” anche da Virginia Raggi e dalla consigliera Carla Canale, che sottolineano come sia «inaccettabile che immobili consegnati in pompa magna solo pochi mesi fa presentino problemi di questa portata».
Il voto unanime e lo stop agli affitti, spiegano, rappresentano un primo passo, ma ora le famiglie attendono l’intervento più atteso: l’avvio dei lavori per rendere finalmente abitabili quegli alloggi nati per offrire sicurezza e stabilità.
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