Squadrismo fascista. Raggi, in ritardo e striminzita

Aldo Pirone - 11 Ottobre 2021

Virginia Raggi è ancora per pochi giorni la sindaca di Roma. Dopo gli assalti squadristi di sabato avrebbe dovuto subito condannarli e ieri mattina stare alla manifestazione davanti la sede nazionale della Cgil portando la sua solidarietà di prima cittadina della Capitale, ancora in carica, al maggior sindacato dei lavoratori. Invece, una sua doverosa presa di posizione si è fatta attendere parecchio e nessuno l’ha vista al presidio antifascista alla sede della Cgil. È  passata tutta la mattinata di ieri prima che arrivasse una sua parola di condanna dello squadrismo fascista. Poi, finalmente, un twitter striminzito: “Ribadisco chiaramente – ha scritto – che Roma è orgogliosamente antifascista e che per Fn non ci può essere spazio nella nostra città”.

Ma non si tratta solo degli scherani di Forza Nuova, perché anche l’incredibile candidato della Meloni, Michetti, aveva detto a Radio Radio già l’anno scorso cose incredibili sugli ebrei e sulla Shoà. Nonostante ciò la Raggi, lo ha ricevuto venerdì scorso in Campidoglio prendendoci un caffè e tacendo, per “equidistanza”, sulle ignominie da lui profferite sugli ebrei ricconi che hanno promosso un’esagerata memoria dell’olocausto riportate a galla da il manifesto.

Il fatto è che lo squadrismo di chiara matrice fascista – bastava guardare i ceffi che dirigevano gli assalti, solo la Meloni non li ha riconosciuti – che ieri ha scorrazzato per le vie di Roma, rende impossibile per la Raggi continuare a dirsi equidistante fra Gualtieri e Michetti, e poi dichiarare se stessa antifascista mostrando una notevole faccia tosta. Roma, poi, antifascista lo è già di suo e non ha certo bisogno della patente della grillina Virginia.

Il rancore, come spesso accade, sta obnubilando la mente della Raggi, impedendole di prendere lei, non i suoi elettori, una posizione antifascista al ballottaggio di domenica prossima fra Gualtieri e il candidato dell’estrema destra Michetti. È come se la sua mente si stesse attorcigliando su se stessa a tal punto da oscurare perfino la sua meritoria battaglia di Sindaca contro i fascisti di Casa Pound.

Molti cominciano a pensare che quella battaglia, forse, era solo uno specchietto per le allodole.

Per smentire queste supposizioni la Raggi dovrebbe fare due cose: dire, quanto meno, che non voterà Michetti e partecipare con il gonfalone di Roma, insignito di medaglia d’oro al valore militare della Resistenza, alla manifestazione antifascista di sabato prossimo promossa da Cgil-Cisl-Uil.


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