

Entro luglio 2026 il nuovo stadio della Roma dovrà essere candidato tra gli impianti destinati a ospitare gli Europei
Il Comune e l’AS Roma viaggiano nella stessa direzione. Nessun passo indietro, nessuna frenata: lo stadio a Pietralata si farà — e l’obiettivo è ambizioso.
L’impianto dovrà essere pronto in tempo per ospitare anche le partite degli Europei 2032, che vedranno l’Italia tra i Paesi organizzatori.
Questa mattina mercoledì 15 ottobre, nelle stanze del Campidoglio, si è svolto un vertice decisivo. A coordinare l’incontro è stato il direttore generale Albino Ruberti, affiancato da assessori e tecnici dei dipartimenti Urbanistica, Mobilità, Lavori Pubblici e Patrimonio di Roma Capitale.
All’appuntamento erano presenti anche i rappresentanti della società giallorossa: sul tavolo, il futuro dello stadio di Pietralata, destinato a cambiare il volto del quadrante est della città.
Secondo quanto comunicato dal Campidoglio, l’incontro si è svolto “in un clima molto positivo”, con una linea comune chiara: arrivare entro la fine dell’anno alla consegna del progetto definitivo.
Da lì partirà l’iter amministrativo che — se tutto andrà secondo i piani — consentirà di rispettare i tempi imposti dall’Uefa.
L’obiettivo è fissato: entro luglio 2026 il nuovo stadio della Roma dovrà essere candidato tra gli impianti destinati a ospitare gli Europei.
Un segnale forte, dunque, dopo mesi di scontri e ricorsi. Solo pochi giorni fa, l’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi aveva annunciato la bocciatura dell’ennesimo ricorso presentato dal comitato cittadino contrario al progetto.
Al centro della contestazione, la scelta dell’agronomo incaricato di redigere la perizia sul bosco di Pietralata.
Il professionista, presidente dell’Ordine degli agronomi del Lazio, ha riconosciuto la presenza di un’area boscata, ma ne ha escluso il valore di pregio ambientale.
Una valutazione che di fatto spiana la strada al proseguimento dei sondaggi e agli interventi di abbattimento degli alberi necessari per l’avvio dei lavori.
Il dialogo tra Comune e società sembra dunque più saldo che mai. Con un obiettivo comune che, almeno sulla carta, non ammette rallentamenti: consegnare a Roma e ai suoi tifosi uno stadio nuovo di zecca, moderno e sostenibile, in tempo per l’appuntamento continentale del 2032.
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