

Dopo mesi di battaglie legali e carte bollate, l’ultimo ostacolo cade: dal 16 giugno 2025
Di ostacoli, sul cammino del nuovo stadio della Roma, ce ne sono stati tanti. Ma questa volta un nodo grosso – forse l’ultimo – è stato sciolto.
L’autoricambi di Pietralata, che per mesi ha tenuto occupata una delle aree strategiche per il progetto, ha alzato bandiera bianca.
Il 15 giugno sarà il suo ultimo giorno di attività, poi lascerà spazio libero ai tecnici della Roma e del Comune. E dal 16 si potrà scavare anche lì.
Per il club dei Friedkin è una vittoria silenziosa ma fondamentale. Con questo passo si potrà completare l’ultimo sondaggio archeologico ancora in sospeso, un tassello indispensabile per il progetto definitivo. Tradotto: ci siamo quasi.
Tutto comincia nell’estate del 2024, quando il Comune – proprietario dei terreni – notifica all’attività la volontà di riappropriarsene.
Quei suoli sono beni patrimoniali indisponibili: non si vendono, non si comprano, non si occupano a tempo indeterminato. L’autoricambi, che da tempo li utilizzava in via precaria, non contesta la proprietà ma chiede tempo. Tanto tempo.
Nel frattempo parte un’altra battaglia: una revoca della licenza commerciale per presunti abusi edilizi. Anche qui, carte bollate e ricorsi. Ma il Tar, nel febbraio 2025, dà ragione all’autoricambi: l’abuso era già stato sanato, il Comune era stato informato, e la procedura viene annullata.
Tutto questo, però, ha fatto perdere tempo prezioso. Un anno intero bloccato tra ricorsi, burocrazia e sospensive. Fino all’epilogo di maggio.

Il 13 maggio il Comune ordina: “Restituite l’area entro 15 giorni”. L’autoricambi ricorre ancora, chiede un provvedimento urgente.
Ma il Tar del Lazio, con un’ordinanza secca del presidente Pietro Morabito, dice no: “Non c’è stata alcuna violazione della buona fede. Il procedimento risale ad agosto 2024. Avete avuto tutto il tempo per andar via”.
Il messaggio è chiaro: il tempo delle scuse è finito. E allora, dopo mesi di braccio di ferro, le parti si accordano. L’autoricambi chiude il 15 giugno. Il giorno dopo, il terreno è libero. La Roma può finalmente entrare.
Con l’area finalmente sgombra, i tecnici potranno procedere con gli ultimi rilievi archeologici, necessari per blindare la progettazione esecutiva. L’obiettivo del club è chiaro: iniziare i lavori entro il 2026 e tagliare il nastro nel 2028, con una nuova casa moderna e sostenibile per i tifosi giallorossi.
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I rilievi archeologici non si fanno per “blindare il progetto esecutivo” (a meno che vengano affidati ai costruttori). Si fanno per capire se sia possibile portarlo avanti o se sia il caso di cancellarlo (speriamo)
Perche’ mai speri che cancellino il progetto? La zona di pietralata e’ sommersa di abusivismo e criminalita’! Un progetto come quello dello stadio, piu’ tutti gli altri legati al nuovo polo di uffici e residenze universitarie, non puo’ che fare bene a pietralata. Verranno costruite le strade per il maggior traffico e finalmente una zona cosi’ centrale verra’ risanata.
Uno dei tanti quadranti di Roma totalmente abbandonati e in attesa delle solite palazzine dei soliti noti… Fare uno stadio e qualcosa per i cittadini e’ un utopia… In questa città mafiosa e comunista.