

L'attuale europarlamentare rilancia l'idea di realizzare lo stadio tra Ostiense e Garbatella: "Un'area già servita da tre linee su ferro"
Un video girato tra gli alberi e le distese erbose di Pietralata riaccende il confronto sul nuovo stadio della Roma. È Ignazio Marino, ex sindaco della Capitale e oggi europarlamentare per i Verdi-AVS, a prendere la parola direttamente dal sito destinato a ospitare l’impianto giallorosso, e lo fa con toni decisi: sì allo stadio, ma non lì, non a costo di sacrificare un “verde meraviglioso”.
«Come tutti sanno io lo stadio della Roma lo voglio fortemente – esordisce Marino nel video pubblicato sui social – infatti lo approvai quando fui sindaco».
Ma l’area scelta per il nuovo progetto, quello che dovrebbe vedere la luce nel 2027, secondo Marino è un errore: troppo preziosa dal punto di vista ambientale, troppo poco valorizzata nella discussione pubblica. «Si è deciso all’improvviso di farlo in un’area verde stupenda – sottolinea – dove vivono specie animali importanti per il nostro ecosistema. Pietralata è un patrimonio naturale che va tutelato, non cementificato».

Non è un “no” allo stadio, quindi, ma un appello a ripensarne la collocazione. L’ex primo cittadino propone una soluzione alternativa: gli otto ettari dei Mercati Generali all’Ostiense, un’area abbandonata ma già infrastrutturata, servita da metropolitana e tram, che secondo lui rappresenterebbe “la scelta più logica”.
Le sue parole arrivano mentre la macchina amministrativa è ormai in moto: il progetto ha ricevuto la dichiarazione di pubblica utilità dal Comune, e il club giallorosso è al lavoro per rispettare la tabella di marcia. Ma l’intervento di Marino, che con la sua esperienza politica e amministrativa conserva ancora un certo peso nell’opinione pubblica romana, potrebbe riaprire il dibattito. E chissà, forse rallentare l’iter, proprio ora che sembrava non avere più ostacoli.
A Roma, dove ogni grande opera è un campo di battaglia tra interessi, memorie e futuro, anche lo stadio può diventare terreno di scontro tra progresso e ambiente. E Marino, che una volta diede il via libera al progetto di Tor di Valle, oggi invita a fare un passo indietro: «Costruiamo lo stadio, ma non perdiamo un’altra occasione per salvare il verde della città».
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