

Cittadini e associazioni contrarie ai lavori preparatori per il nuovo impianto giallorosso si erano rivolti al Tribunale Amministrativo
Nessun ostacolo (per ora) tra la Roma e il suo nuovo stadio. Le motoseghe possono tornare nel cantiere di Pietralata.
Il TAR del Lazio ha respinto l’istanza cautelare presentata da un gruppo di cittadini e associazioni contrarie ai lavori preparatori per il nuovo impianto giallorosso. Una decisione che consente di procedere con il taglio di 26 alberi, necessari per realizzare le “trincee” archeologiche previste dai sondaggi preliminari.
Non si tratta – precisa il Campidoglio – del “bosco urbano” al centro di precedenti polemiche e ricorsi. Gli alberi abbattuti si trovano in un’area diversa da quella su cui è in corso la verifica di presenza di un’area boscata.
“È un’altra vittoria dell’amministrazione capitolina e una conferma della correttezza dell’iter portato avanti per lo stadio della Roma” ha dichiarato l’assessore all’urbanistica Maurizio Veloccia, commentando a caldo la sentenza.
Il ricorso era stato presentato con una domanda cautelare, uno strumento giuridico che serve a proteggere un bene – in questo caso gli alberi – prima di una decisione definitiva nel merito. Ma per il Tribunale amministrativo non sussistono i presupposti per fermare i lavori.
I tagli contestati erano già iniziati lo scorso maggio, dopo la perimetrazione dell’area archeologica. Anche allora erano piovute critiche da comitati locali, associazioni ambientaliste, esponenti del M5S e di altre forze politiche. Tuttavia, il Campidoglio aveva ribadito: tutto autorizzato, e non si tratta di superficie boscata protetta.
La partita legale è tutt’altro che chiusa: altri ricorsi sono già stati annunciati dai contrari al progetto. Ma intanto, la Roma incassa un punto importante nella corsa verso la realizzazione del suo nuovo tempio sportivo.
“Le indagini possono andare avanti senza impedimenti – conclude Veloccia – nonostante i tentativi infondati e reiterati di bloccare il progetto. Il lavoro continua”.
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