Municipi: , , | Quartiere:

Stadio Flaminio, niente da fare per la Roma Nuoto: il Comune chiude le porte al progetto. Ora tocca a Lotito

Le opposizioni attaccano la bocciatura da parte del Campidoglio. Quarzo (FdI): "con questo no, il rischio è che tra qualche mese ci ritroveremo con niente in mano"

È ufficiale: il progetto di riqualificazione dello Stadio Flaminio avanzato dalla rete d’impresa guidata da Roma Nuoto è stato archiviato. Dopo il parere negativo espresso dalla giunta capitolina a inizio aprile, anche l’Assemblea capitolina ha ratificato la bocciatura, praticamente all’unanimità.

Niente cambio di destinazione, niente impianti per gli sport minori o per il calcio e rugby femminile: il Flaminio, secondo il Comune, deve restare fedele alla sua vocazione originaria. E con questo, la speranza di vederlo finalmente rinascere rischia di affondare ancora una volta.

E dire che il piano presentato da Costruzioni Civili e Commerciali spa – in cui Roma Nuoto aveva un ruolo chiave – era pensato per convivere con il quartiere: meno posti (7.500), niente cancellate, nessuna modifica alla viabilità e attenzione all’impatto ambientale.

Ma per l’assessore allo sport Alessandro Onorato, quel progetto “stravolgeva la natura dello stadio”, nato per ospitare eventi nazionali e internazionali, e non poteva dunque ricevere il bollino di “pubblico interesse”.

In mezzo ci sono le polemiche. Quelle dei residenti, preoccupati dal possibile aumento del traffico e dei flussi. Ma anche quelle delle associazioni che difendono l’eredità di Pier Luigi Nervi, l’ingegnere-architetto che diede vita al Flaminio per le Olimpiadi del ’60. E ora anche quelle politiche.

Perché se la maggioranza ha fatto muro, l’opposizione si è divisa. C’è chi – come la Lega – ha colto la palla al balzo per spingere l’amministrazione a valutare seriamente la proposta (ancora molto embrionale) avanzata dalla SS Lazio, intenzionata a fare del Flaminio la propria casa. “C’è una manifestazione concreta da parte della Lazio”, ha detto il capogruppo Fabrizio Santori, “ma va accompagnata verso un progetto vero, perché la cittàe i tifosinon possono più aspettare”.

Non la pensa così Fratelli d’Italia, che parla apertamente di “proposta campata in aria”, priva di ogni inizio di iter amministrativo. “Se il progetto della Roma Nuoto ha dovuto faticare per superare i vincoli imposti dalla Soprintendenza, quello della Laziose mai prenderà formaincontrerà ostacoli ancora maggiori”, ha dichiarato Federico Rocca, presidente della commissione trasparenza.

Eppure, neanche Fratelli d’Italia ha votato contro la delibera: chi non era d’accordo, semplicemente, si è astenuto. Ma le parole del capogruppo Giovanni Quarzo lasciano il segno: “Con questo no, il rischio è che tra qualche mese ci ritroveremo con niente in mano. Né il progetto della Roma Nuoto, né quello della Lazio. Solo un altro inverno di degrado per il Flaminio”.

E così, la palla passa a Claudio Lotito. Dopo anni di annunci e render, ora è il momento dei fatti. Perché con il Campidoglio che ha ufficialmente chiuso le porte ad altri concorrenti, il patron biancoceleste non ha più scuse.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento