

Frongia: il percorso per il recupero già avviato attendiamo l'esito del bando “Keeping It Modern” della Getty Foundation a cui abbiamo partecipato
Il 6 aprile 2017 è stato effettuato un sopralluogo allo Stadio Flaminio, progettato da Pierluigi Nervi per le Olimpiadi del 1960, per una prima verifica sullo stato della struttura per poter, poi, elaborare uno studio tecnico.
A visitare l’impianto, abbandonato dal 2011, ieri pomeriggio sono stati l’Assessore allo Sport Daniele Frongia, il presidente della commissione Sport Angelo Diario, l’Assessore ai Lavori pubblici del II Municipio Gian Paolo Giovannelli, il Segretario Generale della Pierluigi Nervi Project Foundation Elisabetta Margiotta Nervi, il direttore e alcuni tecnici della Direzione sport e alcuni docenti delle università Sapienza e Tor Vergata.
“Dove è stata la politica fino ad oggi? – ha dichiarato l’assessore Daniele Frongia – Il capolavoro di Nervi ancora c’è, coperto da detriti, devastato dall’incuria e violentato anche dagli ultimi lavori eseguiti qualche anno fa. Ora sarà ancora più oneroso intervenire. Il percorso è già avviato e attendiamo giugno per l’esito del bando “Keeping It Modern” della Getty Foundation, al quale abbiamo fatto domanda per ottenere fondi per fare uno studio sullo stato dell’arte dello stadio. Parallelamente ci siamo attivati e abbiamo ricevuto molti progetti, alcuni dei quali interessanti, sia da soggetti pubblici e sia da privati. Ci sarà un tavolo dove confrontarsi. Al momento l’unico progetto pubblico è quello della Polisportiva S.S. Lazio, gli altri proponenti chiedono di rimanere riservati. L’impianto resterà a principale vocazione sportiva ma vista la collocazione (tra l’Auditorium e il Maxxi, N.d.r.) dialogherà con le altre realtà culturali del quartiere”.
“Abbiamo fatto questo sopralluogo – ha aggiunto il presidente Angelo Diario – per vedere con i nostri occhi lo stato in cui versa attualmente l’impianto comunale. È impressionante entrare e sentire sotto i piedi lo scricchiolio delle macerie, sembra un viaggio in una struttura dove l’uomo non c’è più da anni, un film di fantascienza. Questo ci dà una motivazione ulteriore per cercare di cambiare le cose”.
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