Statuario-Capannelle. I tanti problemi del quartiere incorniciato dalla “Grande bellezza”

Intervista al Presidente del Comitato di quartiere Guido Marinelli
a cura di Aldo Pirone - 25 Giugno 2015

Il quartiere è racchiuso fra via Appia, via delle Capannelle e il Parco degli Acquedotti, si chiama Statuario-Capannelle. Due nomi che, insieme, evocano la storia antica e quella recente.
Statuario è il toponimo che, secondo alcuni, risale al medioevo, sul finire del XIV secolo, derivante dalle numerose statue di marmo che adornavano la vicina villa dei Quintili. Per altri invece al fatto che la zona era abitata da un gran numero di scalpellini e scultori. Probabilmente l’una cosa era intrecciata all’altra.
Il toponimo Capannelle prendeva nome da due capanne che erano situate a cavallo della via Appia, quando tutt’intorno era campagna romana a perdita d’occhio fino al rilievo dei Colli albani e dei Castelli romani. Poi il nome Capannelle, a Roma, divenne sinonimo di corse dei cavalli. Il galoppo, perché il trotto si svolgeva a Tor di Valle. Adesso chiuso quest’ultimo le due specialità si sono riunite  nel vecchio tempio dell’ippica inaugurato nel 1881 e ricostruito in vago stile liberty nel 1926.
La zona è famosa anche per la caserma dei Vigili del Fuoco, ideata nel 1939 ed inaugurata il 4 agosto 1941 con il nome di “Scuole Centrali Antincendi” che hanno addestrato migliaia di giovani ad una professione altamente meritoria dal punto di vista civile.
  Nel 1940 vi furono costruite due borgate rurali chiamate Tempio della Salute e Roma Vecchia (nella zona dell’odierno Parco degli Acquedotti). Nel 1941 sorse una borgata privata, detta Caroni dal nome del proprietario, proprio nell’area dell’attuale quartiere. Nel 1948 cominciò la sistemazione urbanistica della zona con la realizzazione di strade e scuole. Oltre che per l’Ippodromo e la caserma dei Vigili Capannelle era famosa anche per la sua acqua minerale che sgorgava dalla fonte in aperta campagna, per la gioia degli appassionati bevitori. Ci si andava nella calura estiva a riempire i fiaschi impagliati in bicicletta o in moto, ascoltando il frinire di grilli e cicale.

statuario-capannelle nuovo giornale di quartiereIl  quartiere non è male, le tipologie abitative sono a misura umana, anche perché con la vicinanza dell’aeroporto di Ciampino la speculazione edilizia non ha potuto elevarsi alle altezze degli abitati limitofi di Cinecittà. L’abitato è lambito anche da due ferrovie regionali: la Roma-Castelli che lo costeggia e la Roma-Formia che lo attraversa. La prima serve la zona con la stazione omonima di Capannelle. Soprattutto in alcune sue parti più antiche, Statuario- Capannelle mantiene una certa aria di paese. Fino al 1980 il quartiere era servito anche da una linea tramviaria soppressa con l’apertura della linea A della metropolitana. Negli anni ’70, a via del Calice, fu aperto anche il primo asilo nido comunale dell’allora X Circoscrizionale. Le problematiche di Statuario-Capannelle sono simili, per certi versi, a quelle dei quartieri periferici di Roma anche se non proprio estreme come nelle ex borgate oltre il GRA: servizi, raccolta rifiuti, pulizia delle strade, parcheggi, manutenzione, decoro urbano ecc. A differenza di altri quartieri l’abitato ha grandi risorse: archeologico-paesaggistiche come il Parco degli Acquedotti e la Villa dei Quintili; sul piano trasportistico con la ferrovia Roma-Formia che potrebbe, con una fermata apposita già prevista del PRG, servire sia il quartiere che la “Grande Bellezza” del Parco degli Acquedotti. Tra le sue risorse lo Statuario-Capannelle ha anche i suoi abitanti, il diffuso associazionismo che li attraversa e, soprattutto, un Comitato di quartiere combattivo e pieno di inventiva che non si limita solo a presentare cahiers des doléances all’amministrazione, ma interviene attivamente cercando di suscitare una vera partecipazione civile per migliorare la vita dell’abitato. Il Comitato è stato rieletto nel dicembre del 2013 con un’afflusso di circa 750 cittadini votanti. Segno di una voglia di partecipazione notevole. Sulle problematiche del quartiere abbiamo voluto interpellare il presidente del Cdq Guido Marinelli.

Presidente Marinelli, quali sono i problemi emergenti su cui vi state impegnando per migliorare la vita del quartiere?

Villa dei Quintili

Villa dei Quintili

In realtà l’impegno è su diversi fronti: da aspetti puramente tattici, quali la raccolta dei rifiuti, ad aspetti più strategici relativi alla valorizzazione del grande patrimonio che ci circonda (Villa dei Quintili, Parco degli Acquedotti, Santa Maria Nova, la stessa Via Appia Antica…) passando per aspetti di tipo urbanistico.

Per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti siamo purtroppo un quartiere soggetto anche alla “migrazione dei rifiuti”. Spesso nelle nostre strade vengono abbandonati, vicino ai cassonetti, rifiuti ingombranti che in buona percentuale sono portati da altri quartieri, dove magari è già iniziata la raccolta differenziata. Pensiamo che l’unica soluzione sia adottare anche per noi la raccolta differenziata che può essere fatta porta a porta viste le caratteristiche del quartiere (case piccole, molti giardini ecc)

Dal punto di vista urbanistico i problemi sono molti, dall’utilizzazione a favore del quartiere dei beni pubblici realizzati con le opere a scomputo, alla viabilità per arrivare fino alla mancanza di allaccio regolare in fogna. Ne voglio citare uno per tutti: la quasi totale mancanza di marciapiedi, cosa particolarmente grave in un quartiere che vede una forte presenza di diversamente abili. Ne abbiamo uno anche come consigliere del nostro Comitato.

Per quanto riguarda gli aspetti strategici di valorizzazione del patrimonio storico-archeologico della zona ci stiamo impegnando per la valorizzazione del Parco degli Acquedotti. Pensa che gli stessi americani nella seconda guerra mondiale avevano ai primo posti dei siti archeologici da non bombardare. In tale ambito chiediamo sia cose semplici (qualche cartello turistico che ne indichi il percorso), sia cose più organiche quali piste ciclabili (anche nell’ambito del gruppo “VII biciclettari” che sta esprimendo una progettualità importante) per raggiungerli, la risistemazione, utilizzando i sampietrini dismessi dalle vie del centro, dell’ingresso da Viale Appio Claudio, ora pieno di buche e di fango. Abbiamo presentato anche una proposta per la realizzazione della fermata ferroviaria “Statuario” sulla linea di Anzio-Nettuno-Formia, con lo scopo di favorire l’arrivo dei turisti in zona e di dare ai cittadini un’alternativa di trasporto per raggiungere il centro di Roma. Per i trasporti abbiamo ottenuto il prolungamento della linea autobus 118 fino al nostro quartiere. Meglio di nulla, ma non abbastanza.

Dar Ciriola

Sui problemi che sollevate e sulle proposte che avanzate per risolverli, sentite di essere ascoltati in Municipio e in Campidoglio?  In che misura?

Purtroppo la sensazione è quella che l’ascolto non produca risultati concreti se non in minima parte.

Per quanto riguarda i rifiuti, nelle more della raccolta differenziata, abbiamo presentato all’AMA la richiesta di sostituzione di molti cassonetti che risultano inutilizzabili o addirittura pericolosi causa lamiere arrugginite e taglienti. Abbiamo predisposto un elenco dettagliato con localizzazione e tipo di problema di ciascun cassonetto. Siamo in fiduciosa attesa di una risposta.

In merito alle opere a scomputo stiamo chiedendo un percorso partecipativo, ai sensi della delibera 57 del 2006, in merito alle opere in corso di realizzazione in Via Siderno, su cui recentissimamente è stata presentata una variante da parte del privato che sta realizzando il suo progetto e le relative opere a scomputo. Vorremmo trasparenza in merito ai contenuti della variante e ai tempi; insomma un confronto con la cittadinanza che, purtroppo, in passato è risultato carente. Pare, ad esempio, che verranno eliminate le vasche di fitodepurazione previste in quanto vorrebbero allacciarsi al collettore fognario in corso di realizzazione a Quarto Miglio (richiesto dal Comitato Parco Caffarella). Il quartiere deve essere coinvolto nella valutazione delle opere sostitutive alla vasca per la fitodepurazione (evapotraspirazione). Ad esempio marciapiedi, vista la carenza prima citata. Intorno al 10-11 luglio faremo un’assemblea pubblica. Ma, pur avendo ormai presentato richiesta di accesso agli atti da più di 30 giorni, il Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica non ci ha fornito la convenzione urbanistica stipulata a suo tempo tra il privato e il Comune, convenzione che riteniamo dovrà essere aggiornata a seguito della variante. Sento una certa opacità. Anche per l’allaccio al collettore fognario abbiamo presentato, nel laboratorio in preparazione della conferenza urbanistica dello scorso autunno organizzato dall’assessore Caudo, una scheda, insieme a molte altre, per sapere quali erano i programmi per l’allaccio al collettore del nostro quartiere. Devo dire che non abbiamo ricevuto ancora risposte né per questa né per le altre 19 schede presentate.

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Stazione di Capannelle

Per quanto riguarda la Stazione di Capannelle avevamo proposto, nell’ambito del previsto ampliamento del parcheggio (previsto ma scomparso nel nulla da 18 mesi) una risistemazione di un tratto di via di Capannelle per favorire l’accesso al parcheggio e a Via del Calice (ferita aperta del nostro quartiere). Anche qui “tutto tace”.

Che dire rispetto ai progetti strategici? Silenzio assoluto. Ho invitato sindaco e vicesindaco (ormai da più di 4 mesi) a venire a vedere i nostri problemi ed ascoltare le nostre proposte. Proponendogli anche un percorso che lo avrebbe riportato in bicicletta al Campidoglio. Pur sollecitato più volte non abbiamo ancora avuto risposta. Nemmeno negativa.

In merito alla fermata ferroviaria ci siamo trovati, invece di un progetto per la fermata da noi richiesta (notare che avevamo anche fatto un’analisi costi-benefici che ne dimostrava la grande convenienza per la città) un progetto “definitivo” su cui sono stanziati 54 milioni di euro per il quadruplicamento di un tratto dell’altra linea ferroviaria che viene da Ciampino-Cassino. Cosa che secondo noi deturperebbe il Parco degli Acquedotti (e quello adiacente di Tor Fiscale) invece di valorizzarlo.

Che dire? speriamo che si arrivi a cambiare finalmente le regole, favorendo una maggiore e reale partecipazione (anche decisionale) dei cittadini e dei comitati e adottando quelle misure di trasparenza che sono assolutamente necessarie.

Quali risultati avete conseguito nell’ultimo anno e mezzo di attività? Quale grado di partecipazione alle vostre attività e alle vostre iniziative avete riscontrato da parte dei cittadini?

bus 118I risultati sono stati pochi e quasi tutti hanno richiesto un forte impegno. Cito l’evento nell’ambito della settimana europea della mobilità sostenibile, in cui abbiamo dimostrato come potevano essere valorizzati i nostri beni archeologici e paesaggistici (prevedemmo sia visite archeologiche che passeggiate ciclo pedonali per far vedere come la fermata ferroviaria avrebbe potuto valorizzare la zona). Forse è stato utile per ottenere che l’autobus 118 ci collegasse direttamente con il Colosseo. Abbiamo ottenuto la modifica di un progetto di viabilità sull’Appia Nuova che avrebbe danneggiato il nostro quartiere rendendo quasi irraggiungibile la scuola elementare di Via Amantea. Abbiamo presentato una proposta che, garantendo gli obiettivi primari del progetto originario, ha eliminato gli effetti per noi perniciosi (mi chiedo: ma ci dovevamo pensare noi?). Stiamo tenendo sotto controllo il problema dell’albergo di Via Siderno che va all’asta a novembre (per la terza volta). Abbiamo organizzato alcuni eventi di pulizia straordinaria anche con i PICS e AMA Decoro. Come sempre la partecipazione è varia: c’è chi ci mette un grande impegno e chi meno. Da noi ci sono alcuni cittadini esemplari: mi riferisco ad esempio ai “Volontari del Parco Acquedotti”  che puliscono i sentieri, piantano alberi. Se un pezzo di via Latina antica, vicino al Casale di Roma Vecchia, è stato riportato alla luce è merito loro.

Il vostro Comitato è molto impegnato a valorizzare le risorse ambientali, archeologiche e culturali presenti sul territorio del quartiere. Cosa pensate che si debba fare per valorizzare ancor più la “Grande bellezza” che circonda il quartiere?

Oltre a quanto già detto riteniamo che le opere di riqualificazione richieste, a cui aggiungo anche l’illuminazione a led, siano propedeutiche a un più articolato utilizzo a fini civici ed economici di tali beni: dagli spettacoli all’aperto alle lezioni storico-culturali e di educazione ambientale per le scuole, dalla progettazione di un ”percorso dell’acqua” alla valorizzazione delle peculiarità floro-faunistiche della zona (si vedono volpi, sono tornati i germani reali) fino ad arrivare allo sviluppo di attività economiche sostenibili e che forniscano ai giovani alternative occupazionali in questo momento di grande crisi: guide turistiche, ciclofficine e noleggio biciclette, guide per percorsi ambientali, punti ristoro, piccoli ristoranti, orti urbani, scuola di teatro all’aperto, musei tematici ecc.. Insomma tutto il substrato di servizi che accompagnano una valorizzazione turistica “dolce”, sostenibile e rispettosa della natura.

Ma forse questi sogni li potremo ottenere solo dopo che avremo sradicato il malaffare e la corruzione da questa città e creato una nuova classe dirigente più sensibile ai problemi dei cittadini.


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  1. Paola Viganotti


    Ottimo articolo, il Presidente Marinelli ha spiegato in modo corretto tutte le problematiche che il comitato sta affrontando nel corrente mandato.

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