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Stazioni di posta, la protesta sale: Castro Pretorio dice no al nuovo hub per senza dimora

Il capogruppo capitolino Fabrizio Santori annuncia un’interrogazione urgente: "Si tratta di scelte imposte dall’alto, che rischiano di alterare gli equilibri dei quartieri"

Non si placa la rivolta dei residenti di Castro Pretorio ed Esquilino contro le stazioni di posta. Dove, ancora una volta, gli abitanti alzano la voce contro la realizzazione, con fondi del Pnrr, di un luogo di accoglienza e inclusione sociale in via Sapri 16.

Il copione che si ripete

I residenti giurano di non essere “nemici dei fragili”; si definiscono piuttosto esasperati. «Siamo solidali con chi vive in strada – spiegano i promotori della petizione che in ventiquattr’ore ha superato le 800 firme – ma dal 2000 in poi Castro Pretorio è diventata la discarica sociale del centro storico: dormitori, mense, doppi binari d’emergenza. Ogni volta ci promettono presìdi e progetti di inclusione, ogni volta restiamo soli a gestire spaccio, aggressioni, degrado».

Le lamentele ricalcano – quasi passo per passo – quelle già ascoltate alla Ferratella (IX municipio) e a Boccea, dove analoghi poli di accoglienza hanno scatenato assemblee infuocate, ricorsi, barricate di comitati. Anche in via Sapri la scintilla è la stessa: la mancanza di confronto con il territorio prima di scegliere dove allocare il servizio.

«Un chilometro di emergenza intorno a Termini»

Il Comitato Esquilino rincara: I rioni Esquilino e Castro Pretorio sono saturi di centri, spesso inutili, per persone in stato di disagio, socioeconomico, psichiatrico o in stato di tossicodipendenza e alcolisti, tutti raccolti intorno a Termini, dove sciamano per drogarsi, spacciare e scippare“.

Politica in trincea

Sulla questione entra a gamba tesa la Lega. Il capogruppo capitolino Fabrizio Santori annuncia un’interrogazione urgente: “Si tratta di scelte imposte dall’altosottolinea Santoriche rischiano di alterare gli equilibri dei quartieri senza adeguate misure di accompagnamento. La Lega chiede all’amministrazione di fare chiarezza sui criteri di localizzazione, di avviare un confronto con la cittadinanza e di garantire la sicurezza nelle zone coinvolte”.

Cosa prevede l’hub di via Sapri

Il bando parla di 50 posti letto, mensa serale, sportello sanitario e laboratorio di inclusione lavorativa. Costo stimato: 3,4 milioni di euro (fondi europei), inaugurazione prevista entro fine 2026. «Sarà un modello di accoglienza diffusa», insiste il Campidoglio. I comitati dissentono: «Diffusa dove? Qui si concentra tutto».

Il bivio del centro storico

Così la “rivolta delle stazioni di posta” approda nel cuore della città, tra palazzi ministeriali, alberghi e resti imperiali.

Una partita complessa: da un lato l’urgenza – numeri alla mano – di dare un tetto a centinaia di senzatetto; dall’altro la richiesta, sempre più pressante, di equità territoriale. Castro Pretorio chiede di non essere più l’unico rione del Municipio I a farsi carico dell’emergenza.

La partita ora passa a un tavolo di confronto (annunciato per la prossima settimana). Ma il malumore monta, e le proteste sembrano non fermarsi.

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