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Stop. In the name of Love: L’Orso

Al Sala Uno la pièce liberamente ispirata a L’Orso di Cechov

È in scena fino al 6 Novembre al Teatro Sala Uno, Piazza di Porta San Giovanni 10, lo spettacolo teatrale “Stop. In the name of Love: L’Orso.Per la regia di Francesca Viscardi Leonetti, la pièce è liberamente tratta dall’opera di Chechov, “L’Orso”. Elena Ivanovna Popova è una stoica vedova che ha deciso dopo la morte del marito di isolarsi dal mondo rinchiudendosi nella sua casa nella campagna russa.Luka , il suo fedele servitore , tenta in tutte le maniere di far tornare sui suoi passi la padrona, ma senza successo. L’evento inatteso però è dietro l’angolo e non tarda ad arrivare. Un giorno d’estate si presenta in casa della Popova l’ex ufficiale di artiglieria e proprietario terriero Smirnov , venuto con la ferma intenzione di riscuotere delle vecchie cambiali che il marito della Popova gli doveva.La vedova si rifiuta di pagare all’istante il forestiero, ma Smirnov non ha alcuna intenzione di cedere ed esige subito la somma richiesta. I due gridano, minacciano, urlano, rigettano odio. Da questo punto in poi, nessuno sembra indietreggiare, le ferite della vita hanno trasformato i due in belve, arrabbiate e ancora doloranti, restie alla dolcezza, o , semplicemente alle novità di un nuovo contatto.“Stop. In the name of Love: L’Orso è un atto d’amore per l’entusiasmo cosciente, la visione di un muro eretto che piano piano, ma con fragore si sgretola, lasciando a terra le barriere sbriciolate di una vita di promesse, abitudini, perdite, sofferenza e solitudine, o meglio, isolamento.“Io spesso voglio essere entusiasta. Lo voglio davvero essere ma poi trovo ogni cosa possibile per ritornare giù o ad una sana via di mezzo in cui sto così così. E’ difficile per me essere entusiasta. Essere tristi o così così non ti dà alcuna responsabilità. Essere entusiasti invece sì.” Ne “L’orso” Popova e Smjrnov si incontrano. Si incontrano e non vogliono accorgersi di essersi incontrati. Ma c’è un tempo per tutto; ieri fu quello dell’odio e della rabbia, oggi, è il tempo di fermarsi, osservarsi specchiandosi negli occhi dell’altro e …. lasciare, lasciarsi andare. Sapranno farlo?Perché è raro trovare una persona che abbia nello sguardo il potere di far scorgere la propria anima. Popova e Smjrnov l’hanno trovata.
Per info www.salauno.it

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