

Fondato negli anni '50, all’angolo di via delle Giunchiglie 22 con via dei Platani 63
Ho ripreso dallo scaffale della libreria il mio libro dei ricordi. Tante volte l’ho aperto negli ultimi anni e ogni volta che l’ho sfogliato mi sono accorto che le pagine le “accarezzavo”, erano ingiallite e avevo timore di rovinarle.
L’ho ripreso dallo scaffale dopo aver letto l’articolo di Abitare A Roma dal titolo: “Quell’emporio di via delle Giunchiglie invidiato dai cinesi” del 10 ottobre 2012, ne alleghiamo anche qui il link
https://abitarearoma.it/quellemporio-di-via-delle-giunchiglie-invidiato-dai-cinesi/
L’articolo è inserito nelle “Storie del commercio e dell’artigianato locale. 83 storie esemplari del commercio e dell’artigianato dei quartieri Alessandrino, Centocelle, Quarticciolo, Tor Tre Teste, Tor Sapienza” di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani, Edizioni Cofine, del 2014.
Dell’emporio Coccia non ho solo un ricordo di bambino, ho ancora nella mia soffitta un set completo per pic nic che i miei genitori acquistarono nel negozio di casalinghi del papà di Fabio Coccia intorno al 1960.
È una valigetta con cerniere che diventa tavolino con quattro gambe quando l’apri, quattro piccole seggioline, tutte le posate in metallo per quattro persone, gli involucri in plastica per le uova sode, piatti di plastica sia fondi che piani, bicchieri in plastica, ferma tovaglioli in plastica. In definitiva, tutto l’occorrente e in poco spazio per le “pasquette” dell’epoca alla “Torraccia” di Centocelle.
Anche Centocelle è nata come borgata agricola. All’inizio vi risiedevano 29 nuclei familiari, ogni famiglia aveva da coltivare un ettaro e mezzo di terra.
Nella parte centrale della borgata, in via dei Castani, via dei Glicini, via dei Platani, piazza dei Mirti, piazza delle Giunchiglie, iniziarono a vedersi dei villini che ancora oggi si possono ammirare.
In via Ceprano, via Valmontone, via Ceccano, la periferia della borgata dell’epoca, le case erano basse o al massimo avevano un piano, erano circondate da un piccolo orto nel quale trovavano posto anche animali da cortile.
In via dei Glicini fu costruita la scuola elementare Fausto Cecconi che fu inaugurata il 28 ottobre 1933 e intitolata al valoroso aviatore Fausto Cecconi che nell’aeroporto di Centocelle si era formato ai primi voli.
Nell’anno scolastico 1933-34 frequentavano la scuola 1407 alunni delle elementari e 150 della scuola materna.
Nell’anno scolastico 1942-43 frequentavano le elementari 1913 alunni e 272 della scuola materna.
Alunni sempre in aumento negli anni ‘50, ’60, ‘70.
C’era sempre un carretto sgangherato fuori la scuola e un grido per richiamare i bambini: caramelle, pescetti e more di liquirizia, fusaie, bruscolini, mostaccioli.
Il “nonnetto” è stata una figura fondamentale per i bambini.
Venne costruita ed inaugurata nel 1935 la chiesa di San Felice da Cantalice. di fronte a via dei Castani, con a sinistra via delle Camelie e a destra via dei Pioppi.
I lavori di costruzione erano iniziati su impulso della nutrita comunità reatina che si era insediata nella parte vecchia di Centocelle. Si autotassarono e riuscirono a ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per costruirsi la Chiesa di San Felice da Cantalice. Cantalice è un comune italiano di 2 428 abitanti della provincia di Rieti nel Lazio.
In via delle Giunchiglie e in via dei Platani c’era anche il mercato rionale, un punto di riferimento per molti romani, un luogo di scambio e aggregazione per la comunità locale.
Il mercato faceva parte della storia del territorio, un pezzo della sua identità.
Era più di un semplice luogo dove fare la spesa, gli anziani che lo frequentavano avevano sviluppato un rapporto di fiducia con i venditori.
Le voci dei venditori si mescolavano ai commenti dei clienti.
Si vendeva di tutto, dalla frutta alla verdura, dai formaggi ai salumi, dall’abbigliamento alle calzature, il pesce fresco e gli oggetti per la casa.
In via delle Giunchiglie, angolo via dei Platani, c’era e c’è ancora l‘emporio della famiglia Coccia, negozio di casalinghi fondato negli anni ’50.
L‘emporio ha accompagnato la crescita della borgata e del mercato, diventando un’istituzione per i residenti.
Non era tra i banchi del mercato, era in un negozio dietro i banchi.
Più nascosto al mattino, in piena visibilità il pomeriggio con il mercato chiuso e smontato.
Il mercato rionale non c’è più in via delle Giunchiglie e in via dei Platani, mentre l‘emporio Coccia è sempre allo stesso posto. Il mercato Insieme di viale della Primavera è nato nel settembre del 2006, come nuova sede del mercato di piazza dei Mirti
Fabio Coccia è il proprietario attuale e ha ereditato l’amore per il negozio dal padre e continua a gestirlo con la stessa passione e intraprendenza.
All’interno si trova di tutto, dai prodotti per la casa agli articoli per la cucina.

Sig. Coccia, “sempre più cinese di un cinese?”, mi sono presentato così nel suo negozio citando quella sua affermazione che ho ripreso dall’intervista che Abitare A Roma gli aveva fatto del 10 ottobre 2012
Fabio Coccia mi ha ricevuto seduto alla cassa mentre sorseggiava un cappuccino con tanta schiuma e cacao.
Mi ha sorriso e mi ha riconosciuto.
Gli ho raccontato della valigetta pic nic di circa settanta anni fa e abbiamo iniziato a “chiacchierare”:
«Vedi questa foto? Non te la posso inviare, prima dovrei chiedere l’autorizzazione.
Sono cinque donne, sono di cinque generazioni diverse, sono tutte della stessa famiglia di Centocelle, la più anziana ha superato 90 anni e la più piccola ha circa due anni, quattro sono mie consolidate clienti, una lo diventerà.
Ma la foto è una eccezione di clientela, i clienti ci sono ma sono persone anziane che vengono da me perchè sanno di trovare quanto gli occorre e pagano il giusto.
Sono dispiaciuto per i giovani, sono pochi e non hanno prospettive di futuro.
I nostri genitori avevano poco ma ci hanno insegnato tanto, noi abbiamo avuto più di loro ma non siamo stati capaci di travasarlo ai figli.
L’emporio è nel territorio da circa 70 anni, ci sarà in futuro?
Io la risposta ce l’ho, ma te la dico in un orecchio».
Ci siamo salutati con un po’ di tristezza. Dandogli la mano gli ho raccontato di quando in Via Tor de Schiavi e via dei Platani, vuota di macchine ma piena di cantieri edili, i bambini avevano il loro campo non di calcio ma di “zita”. Un legno piccolo con due punte agli estremi, un legno lungo che veniva battuto su una punta e quando il legnetto si alzava da terra altra battuta per lanciarlo il più lontano possibile.
Gioco individuale ma che squadre di “zita” si formavano!
Fabio, non siamo vecchi… siamo vintage!
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Quanti ricordi mi sono venuti alla mente. Siamo arrivati a Centocelle nel 1965 via dei Platani 38 sotto casa per decenni il negozio di abbigliamento Centro Confezioni ora l’immancabile cinese. Scuola Fausto Cecconi sono del 1959 e ricordo perfettamente quel carretto. Di fronte casa avevamo attrezzato un piccolo campo per giocare a pallone poi ci costruirono l’asilo nido comunale ancora presente. Al mercato di Centocelle ci andavo con la mamma poi da grande aiutavo il sabato mattina la famiglia di un caro amico a vendere frutta verdura castagne funghi porcini etc. Quasi di fronte ai banchi del pesce. Mi fermo perché i ricordi vintage mi assalgono…..
Oltre al nonnetto alla Fausto Cecconi ricordo che c’era una signora anziana (per me bambino di allora) col fazzoletto nero in testa che vendeva le carrube!
Frequentato la scuola elementare Cecconi la classe terza e poi in seguito divenuta insegnante a mia volta ho allestito con l’aiuto del direttore domestici un laboratorio di ceramica prima per i bambini in difficoltà e poi per tutte le classi non c’erano ancora insegnanti di sostegno ed io col mio diploma di fisiopatologia ho avuto dal direttore la possibilità di aiutare tanti bambini in difficoltà cognitiva e fisica
Il direttore era Remo Mestici