Stranezze di città, “Una Cucina di Comunità” a Sant’Ireneo a Centocelle

L’ultimo appuntamento ospitato dalla Parrocchia. Un "cerchio perfetto di convivenza civile"

Il parroco don Concetto Occhipinti, con la Parrocchia di Sant’Ireneo, in via dei Castani 291, ha ospitato nella navata della chiesa APS SinergicaMente per il pranzo in compagnia.

Sono passati tre mesi dal primo evento che ha avuto luogo presso la Ludoteca “La Casetta delle Arti e dei Giochi”, grazie all’ospitalità della Cooperativa Sociale Antropos, il 27 settembre 2025.

Nel secondo evento via dei Castani, che è l’asse commerciale principale del quartiere di Centocelle, ha dato seguito ai pranzi gratuiti aperti a tutti. 

L’associazione APS SinergicaMente ha realizzato  il secondo incontro alla Parrocchia di San Felice da Cantalice, vicino alla via Casilina, mentre l’ultimo è stato programmato alla Parrocchia di Sant’Irineo, vicino alla via Prenestina, quasi a voler seguire la fase di crescita e consolidamento di Centocelle, che da sempre “racconta” con nostalgia ai suoi abitanti: l’adolescenza, la scuola, il primo bacio, l’amicizia

I peli sopra il labbro e bolle sulla pelle

un concorso di canzoni a Centocelle

feste in casa e il tavolo sulla parete

panini misti e spuma per la sete

la fonovaligia e le serrande scese e i genitori di là

primo bacio per sapere come si fa

un maestro di chitarra e un’ora di lezione

una ragazzetta e farle la dichiarazione

il braccio sulle spalle ed una pizza

e i giorni in classe con un po’ di strizza

le chiacchiere degli amici al bar e per tutti

“agonia”

è il 66 e il tempo vola via……..

Quattro” di Claudio Baglioni

Il progetto

Il progetto sviluppato da “Una Cucina di Comunità”, dove le tradizioni gastronomiche multiculturali s’incontrano, ha preso il via sabato 27 settembre 2025 e si è concluso sabato 20 dicembre 2025 con l’ottavo evento gastronomico. 

APS SinergicaMente  anche nella parrocchia di Sant’Ireneo è stata il cuore pulsante con il pranzo in compagnia, dando ai commensali l’opportunità di scoprire i sapori di ogni angolo del mondo.

Sabato 20 dicembre 2025  è stato l’ultimo incontro di “Una Cucina di Comunità” e vogliamo soffermarci sugli “attori e le scene” che hanno dato risalto a questa iniziativa speciale, che ha unito il piacere della buona tavola con il valore della solidarietà. 

La cucina 

“Regno incontrastato” sul cui trono immaginario si sono seduti gli chef Giorgina Mazzero, Simona Pambianchi e Gaetano Costa, come sempre accompagnati dagli ex allievi dei percorsi formativi promossi da APS SinergicaMente.

Il segreto del “regno incontrastato”?  L’allegria, la serenità, la felicità, la tranquillità, la leggerezza che accompagna ogni loro movimento.

Il tavolo della cucina è un campo di battaglia ma è ordinato, con tutti gli ingredienti occorrenti per preparare dei piatti gustosi.

Non si usano bilance complicate, tutto è a occhio, a tatto, a memoria.

Si impasta la pasta fresca; si rosola la carne sulla fiamma e poi la si passa al forno; si prepara la salsa a base di tonno, alici, capperi e uova sode; si accompagna la picanha alla rucola e alle scaglie di parmigiano; si predispone la mozzarella, il limone, le patate, l’aglio, il baslico, la senape, il sedano, il burro e le uova.

L’Allestimento e il Servizio

Mentre Il profumo del sugo con la carne, per i cannelloni, comincia a salire dalla pentola più grande, la squadra degli infaticabili amici di APS SinergicaMente ha iniziato ad allestire la sala per il pranzo con tavoli e panche e ha apparecchiato per il pranzo.

Quando tutti i commensali si sono seduti i nostri amici hanno iniziato a porgere i piatti con le pietanze, da accompagnare con il vino e l’acqua.

La squadra degli infaticabili amici ha fatto avanti e indietro nella sala, garantendo che nessuno avesse il piatto vuoto e che il pane non mancasse mai a tavola.

A tavola, la festa, il dolce e poi…la magia

All’ultimo appuntamento di “Una Cucina di Comunità” gli ospiti si sono scambiati sguardi di soddisfazione e hanno trasmesso i complimentati agli chef Giorgina Mazzero, Simona Pambianchi e Gaetano Costa. 

Abbiamo ascoltato storie, aneddoti e ci sono state risate mentre passavano i piatti ancora caldi.

C’è chi è riuscito a farsi sentire da un tavolo all’altro sovrastando le altrui voci. Ogni boccone è stato un sapore denso di convivialità e di accoglienza incondizionata.

Al termine del pranzo l’immancabile dolce.

Negli otto pranzi di “Una Cucina di Comunità” non c’è stato solo il “mangiare, c’è stato anche il “dare” da parte di chi ha cucinato, c’è stato anche il “servire” da parte di chi ha portato il cibo in tavola, c’è stato anche  il “ricevere” da parte di tutti.

Che magia! Un “cerchio perfetto di convivenza civile, dove il cerchio è il simbolo della perfezione, senza inizio, né fine, né angoli, né spigoli, che racchiude una comunità armoniosa, inclusiva e senza divisioni in un abbraccio di rispetto, supporto e uguaglianza, creando un ambiente di pace e coesione sociale.

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