Stupenda e misera città. Pasolini, Roma, le borgate

La Mostra con foto di Rodrigo Pais sarà venerdì 8 aprile, nella Sala della Cultura del Municipio Roma V in via Casilina 665
Francesco Sirleto - 31 Marzo 2022

Venerdì 8 aprile 2022, alle ore 16,00, nella Sala della Cultura del Municipio Roma V (Via Casilina 665, all’interno del Parco di Villa De Santis) verrà inaugurata la Mostra fotografica STUPENDA E MISERA CITTA’. PASOLINI, ROMA, LE BORGATE, con le fotografie di Rodrigo Pais.

La Mostra documenta, in maniera realistica e suggestiva e con il bianco e nero di 80 storiche fotografie del grande fotografo Rodrigo Pais (per il cui uso in questa Mostra devo ringraziare sentitamente, per la gentile e gratuita concessione, l’Alma Mater Studiorum Università di Bologna – Biblioteca Universitaria di Bologna), lo speciale rapporto che univa Pasolini a Roma e alle sue borgate.

Pasolini, infatti, giunto a Roma insieme alla madre Susanna Colussi all’inizio del 1950, dopo alcuni mesi trascorsi in una stanza in affitto al centro di Roma, in piazza Costaguti, va ad abitare in una modesta casa in via Tagliere n. 3, situata a metà strada tra la borgata di Ponte Mammolo e quella di Rebibbia. Nei tre anni successivi (1951-1954) egli si guadagna da vivere con un misero stipendio di insegnante precario in una scuola media di Ciampino, costretto a prendere diversi autobus e tram per raggiungere il posto di lavoro. Il tempo libero lo dedica a conoscere tutte le borgate, i quartieri e le baraccopoli della periferia est di Roma.

E’ così che prende contatto anche con i quartieri e i borghetti disseminati nel territorio dell’attuale V Municipio: Torpignattara, Pigneto, Centocelle, Gordiani, Quarticciolo, Quadraro. All’interno di questi quartieri e addossati, il più delle volte, agli antichi acquedotti che li attraversano, vi erano agglomerati di casupole e tuguri come la Borgata Gordiani, il borghetto dell’Acquedotto Felice, il borghetto dell’Acquedotto Alessandrino, il borghetto Prenestino, e tanti altri.

Oltre a conoscere la degradata e caotica realtà urbana della periferia romana, il poeta friulano fa la conoscenza e diventa amico di molti giovani abitanti di quella realtà, e tra questi ve ne sono alcuni che, oltre a svolgere un’importante funzione di “maestri di linguaggio” nei confronti di Pasolini – quel linguaggio di cui si servirà per scrivere i suoi romanzi e le sceneggiature dei suoi primi film – diventeranno suoi collaboratori e attori nei suoi lungometraggi. Tra questi giovani “borgatari” ricordiamo Sergio Citti, Franco Citti, Mario Cipriani e, successivamente, a partire dal 1962, anche Ninetto Davoli.

Pier Paolo Pasolini fece, quindi, il suo apprendistato e approfondì le tematiche e lo stile che avrebbe caratterizzato il suo percorso di poeta, romanziere, cineasta e polemista politico, a contatto con la vasta e tormentata realtà umana, sociale, urbanistica, delle borgate e dei borghetti della periferia romana.
Un “popolo non ancora popolo”, come lo definiva Pasolini, ma comunque impegnato in dure lotte per la casa e per i diritti; lotte che avrebbero avuto come risultato, negli anni Settanta, l’eliminazione delle baraccopoli e la nascita di nuovi e più moderni quartieri di edilizia economica e popolare.

La mostra (che ha finalità soprattutto didattiche) ideata, realizzata e allestita nell’ambito delle iniziative per le celebrazioni del Centenario Pasoliniano promosse dal Municipio Roma V, dopo l’inaugurazione e la permanenza di circa una settimana alla Casa della Cultura, diventerà itinerante e sarà ospitata nelle principali scuole medie superiori del territorio.

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  1. Mauro Paracini


    Un documentario di quasi tre ore che racconta l’avventura romana di Pier Paolo Pasolini.
    Un racconto di immagini e poesia:
    https://youtu.be/hfayLS0MBpQ

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