Suona la campanella a Roma: 482mila studenti tornano in classe tra novità, tensioni e cambi di presidi

Per garantire la piena funzionalità degli istituti, sono state assegnate 8mila cattedre annuali di supplenza, in linea con le richieste avanzate dalle scuole nei mesi scorsi

È suonata questa mattina, lunedì 15 settembre, la campanella per oltre 482mila studenti del Lazio, pronti a rimettersi sui banchi dopo la lunga pausa estiva.

La città si è svegliata con la consueta frenesia del primo giorno di scuola, tra zaini nuovi, traffico da rientro e il carico di emozioni che accompagna l’avvio dell’anno scolastico.

Secondo i dati diffusi dall’Ufficio scolastico regionale, solo a Roma e provincia hanno ripreso le lezioni 42.473 bambini della scuola dell’infanzia, 147.116 della primaria, 106.586 delle medie e 185.871 delle superiori.

Per garantire la piena funzionalità degli istituti, sono state assegnate 8mila cattedre annuali di supplenza, in linea con le richieste avanzate dalle scuole nei mesi scorsi.

Le novità: cellulari banditi e regole più rigide

Tra le novità più discusse, il divieto dell’uso dei cellulari in classe, introdotto dal ministero dell’Istruzione, che promette di cambiare radicalmente le abitudini degli studenti. Una misura che divide tra chi la considera un passo avanti per la concentrazione e chi, invece, la vive come un irrigidimento eccessivo.

Il clima nelle scuole superiori: la Palestina al centro delle proteste

Il ritorno sui banchi potrebbe coincidere con l’inizio di un autunno caldo nelle scuole romane. Il collettivo Osa ha già annunciato una “staffetta” di mobilitazioni: sit-in, picchetti e iniziative di informazione in solidarietà con la Flotilla per Gaza, chiedendo ai consigli d’istituto di approvare la mozione Sumud, un atto simbolico di sostegno alla causa palestinese.

Il tema aveva già acceso le polemiche nelle settimane precedenti: il 1° settembre, infatti, sindacati e docenti avevano proposto un minuto di silenzio per Gaza in tutte le scuole italiane.

Una mozione stoppata dalla direttrice generale dell’Usr, Anna Paola Sabatini, che in una comunicazione interna aveva invitato i dirigenti a limitare gli organi collegiali “esclusivamente alle questioni scolastiche”. Da qui l’accusa di voler “mettere a tacere il dialogo”.

I licei simbolo delle tensioni: Righi e Gullace

Al centro del dibattito resta il liceo Righi, che lo scorso anno aveva vissuto un lungo braccio di ferro tra studenti e la preside uscente, Giulia Orsini, proprio in merito alle iniziative per la Palestina.

A raccogliere l’eredità sarà Giovanni Cogliandro, che ha esordito con una lettera rivolta alla comunità scolastica: “Questo nuovo anno sia un racconto di speranza – ha scritto –. Il nostro liceo deve restare un esempio di inclusione e interculturalità, valori fondamentali in un tempo segnato da paure e divisioni”.

Cambio al vertice anche al liceo Gullace, altro istituto al centro delle cronache: al posto di Alessandra Silvestri arriva la reggente Rosanna Labalestra.

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