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Svastiche al Parco delle Sughere: Bagnoletto di nuovo ostaggio del degrado

Vandali armati di bomboletta spray hanno imbrattato il selciato

Il silenzio del Parco delle Sughere è stato spezzato ancora una volta, non dai giochi dei bambini, ma dall’eco sordo dell’odio.

Croci celtiche e svastiche tracciate con bomboletta spray hanno imbrattato il selciato di via Carlo Albizzati, nel cuore verde di Bagnoletto, quartiere già segnato da precedenti episodi di degrado e abbandono.

Questa volta i vandali non hanno preso di mira scivoli o altalene: hanno preferito colpire a terra, lasciando simboli inquietanti che evocano pagine oscure della storia, messaggi di intolleranza in un luogo che dovrebbe essere sinonimo di gioco, natura e inclusione.

A denunciare pubblicamente l’accaduto è stato Alessandro Ieva, capogruppo del Movimento 5 Stelle nel Municipio X:

Con profonda indignazione denuncio un episodio gravissimo: nel Parco delle Sughere sono comparse svastiche e croci celtiche, simboli che inneggiano all’odio e alla violenza. La nostra società ha il dovere morale di respingere con fermezza queste ideologie totalitarie.”

E lancia l’allarme:

L’odio si sta facendo spazio proprio nei luoghi destinati alla comunità. Non possiamo permetterlo.”

La storia del parco, purtroppo, non è nuova a segni di abbandono. In passato il verde di Bagnoletto era stato violato da episodi inquietanti: siringhe infilzate nella corteccia delle querce da sughero, altre lasciate nelle panchine o peggio ancora nell’area giochi, a pochi centimetri dai luoghi frequentati dai più piccoli.

Le immagini delle svastiche hanno sollevato rabbia e preoccupazione tra i residenti, molti dei quali avevano sperato in un rilancio del parco dopo le precedenti segnalazioni.

Nel 2023, l’amministrazione municipale aveva dichiarato l’intenzione di coinvolgere i cittadini in un patto di collaborazione per proteggere l’area, già recintata ma tutt’altro che al sicuro.

Oggi, Ieva chiede un intervento immediato:

Va rimosso tutto, subito. E servono controlli rafforzati. Questa è una ferita al cuore della comunità.

Intanto, il Parco delle Sughere resta lì, attraversato da simboli che non gli appartengono, in attesa che le istituzioni — e i cittadini — tornino a prendersene cura davvero. Perché nessun luogo dedicato all’infanzia dovrebbe mai trasformarsi in un palcoscenico per la violenza o l’intolleranza.

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