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Tassa Rifiuti urbani eccocome ottenenre il rimborso

Sulla base della sentenza 238/09 della Corte Costituzionale. I consigli di Sunia e Apu

“Una sentenza della Corte Costituzionale – dichiara il Presidente dell’APU di Roma Cafiero Tomei – ha stabilito nel 2009 che l’Iva pagata sulla tassa rifiuti è illegittima, con il conseguente obbligo di rimborso agli utenti del servizio di quanto pagato e non dovuto. Il APU -Sunia ha avviato le procedure di rimborso e molti inquilini e utenti della prima casa sono in attesa della restituzione. Oggi, con un emendamento al decreto incentivi, la maggioranza con l’assenso del Governo vuole azzerare questo diritto scippando centinaia di euro alle famiglie che negli ultimi dieci anni hanno pagato in misura superiore al dovuto e addirittura rendendo possibile anche per il futuro l’applicazione dell’Iva. Protestiamo contro questa imminente decisione che, se adottata per legge, cancella un diritto acquisito e consolidato e da’ un ulteriore colpo ai redditi delle famiglie. Scriveremo al Presidente del Consiglio e ai Presidenti delle Camere perché riteniamo gravissimo che il si proceda ad una decisione lesiva di diritti, in spregio a una precisa pronuncia della Corte Costituzionale”.

La sentenza n. 238/09 della Corte Costituzionale ha sancito il diritto al rimborso dell’IVA pagata sulla tassa rifiuti in quanto sia la T.A.R.S.U (tassa di smaltimento rifiuti solidi urbani) sia la T.I.A. (tariffa igiene ambientale) rappresentano una tassa e pertanto sulla stessa non può essere applicata l’I.V.A. (imposta sul valore aggiunto). In sostanza la Corte Costituzionale ha rilevato la natura tributaria di TARSU e TIA anche perché con le motivazioni della Sentenza ha considerato che la normativa comunitaria (art. 13 paragrafo 1 I° periodo della Direttiva n. 2006/112/ce Consiglio del 28 novembre 2006 e Sentenza Corte di Giustizia C.E, del 16 settembre 2008 causa C-288/07), esclude esplicitamente in via generale dall’assoggettamento all’Iva i tributi percepiti da Enti pubblici per attività od operazioni che esercitano in quanto pubbliche autorità.

Pertanto esiste un diritto di chi nel corso degli anni ha corrisposto su questo tributo anche il 10% di Iva alla restituzione di quanto non dovuto, sia esso inquilino, proprietario utente diretto, comodatario, usufruttuario, beneficiario del diritto di abitazione.

Il Sunia e l’Apu intendono richiedere ai Comuni, ovvero agli Enti ed alle Società che gestiscono il servizio, la restituzione della somma, avviando una sensibilizzazione in via prioritaria tra i propri iscritti, a partire da quelli concentrati nei complessi di edilizia residenziale pubblica e nei comitati privati, e la cittadinanza, fornendo il modulo allegato e facendolo inviare per raccomandata a.r..

E’ necessario, prima di procedere alla richiesta di rimborso, verificare dai bollettini e documenti che ci saranno esibiti, se negli ultimi 10 anni l’Iva è stata applicata. È sempre opportuno allegare alla richiesta di rimborso copia dei bollettini di pagamento. Qualora l’Ente neghi il rimborso, ovvero nel caso di mancata risposta, si dovrà decidere se presentare ricorso alla Commissione Tributaria.

Nel compilare il modulo va alternativamente considerato come destinatario della richiesta, chi ha fatturato la TARSU/TIA: Comune, Gestore privato o azienda municipalizzata. Va inoltre considerato che in relazione all’immobile di cui si chiede il rimborso dell’Iva versata, occorre indicare il titolo di godimento del richiedente (proprietario, inquilino, comodatario, usufruttuario, ecc.) riportando gli estremi catastali dell’immobile ricavabili dal contratto di locazione, da una visura catastale o sugli atti notarili.

Al Comune di

_____________________

Raccomandata AlR

Alla Spett.le Soc.

_____________________

Oggetto: richiesta di rimborso e restituzione dell’IVA corrisposta nel pagamento della Tassa di smaltimento dei rifiuti Solidi Urbani e della Tariffa di Igiene Ambientale

Il/la sottoscritto/a __________________________________

nato/a a _________________________ , il _____________

C.F.: _____________________ e residente in ___________

Via/P.zza __________________ numero ____ cap. ______

nella qualità di _________________________ dell’immobile

sito in __________ Via/P.zza _________________ n. ____

iscritto al Catasto del Comune di ______________________

Foglio _____, Sub______, Zona ______, Categoria ______,

Classe _____, Sezione______, Particella ______,

PREMESSO CHE

– il richiedente ha corrisposto per il sopra indicato immobili/e

la TARSU/TIA con aggiunta di Iva calcolata in aggiunta

all’aliquota del 10%, come risulta dalle fatture allegate alla

presente richiesta;

– con la Sentenza numero 238/2009 la Corte Costituzionale

ha rilevato la natura tributaria di TARSU e TIA;

– che la stessa Sentenza ha considerato che la normativa

comunitaria (art. 13 paragrafo 1 I° periodo della Direttiva n.

2006/112/ce Consiglio del 28 novembre 2006 e Sentenza

Corte di Giustizia C.E, del 16 settembre 2008 causa C-

288/07) esclude esplicitamente in via generale

dall’assoggettamento all’Iva i tributi percepiti da Enti pubblici

per attività od operazioni che esercitano in quanto pubbliche

autorità;

– che ciò di fatto in maniera inequivocabile porta ad

escludere l’imponibilità ai fini IVA di questa Tassa o Tariffa,

con la conseguenza che l’Iva illegittimamente pretesa,

come documentato dalle allegate fatture risulta dal

sottoscritto indebitamente corrisposta, per questi motivi

CHIEDE

Il rimborso di quanto versato e non dovuto come di seguito

indicato, con riferimento agli ultimi dieci anni, oltre agli

interessi legali con decorrenza dal giorno dei singoli

pagamenti con diffida a sovrassedere nelle future fatture e

ruoli relativi alla voce di cui all’oggetto dall’applicazione

dell’aliquota Iva con conseguente comunicazione alla

Società di riscossione ai fini della cancellazione di

competenza.

Anno Fattura Importo totale IVA versata

______|___________|________________|____________|

______|___________|________________|____________|

______|___________|________________|____________|

______|___________|________________|____________|

______|___________|________________|____________|

______|___________|________________|____________|

______|___________|________________|____________|

______|___________|________________|____________|

Totale pagato _________ Rimborso richiesto__________

In attesa di un Vostro riscontro, entro e non oltre novanta

giorni dal ricevimento della presente, si comunica che,

decorso inutilmente detto termine, il sottoscritto si vedrà

costretto ad adire l’Autorità competente per il presente

contenzioso al fine della piena tutela dei propri diritti.

La presente vale ad ogni effetto di legge quale formale

diffida e messa in mora, anche ai fini interruttivi della

prescrizione.

__________,lì ___/____/_______

Firma

Si allegano:

fattura n. _______ del __________

fattura n. _______ del __________

fattura n. _______ del __________

fattura n. _______ del __________

fattura n. _______ del __________

fattura n. _______ del __________

Sul sito [email protected] il testo della sentenza n° 236 anno 2009

Info: SUNIA – Direzione Nazionale Via Gioberti 54 00185 Roma Tel 064927031

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