

dal Teatro della Forma al Teatro Speroni
Un successo oltre ogni aspettativa nei rispettivi teatri è quello che ha riscosso la Compagnia Teatrale “il Filo d’Arianna” mettendo in scena “Taxi a due piazze”.
La storia di un tassista romano. Fin qui nulla di particolare. Se non fosse che questo tassista è sposato e convive allo stesso tempo con due donne. Ecco allora che la vicenda esistenziale del signor Mario Rossi – un nome comune per una persona come tante altre, inizia a farsi interessante. Ancor più quando la precisa e complicatissima pianificazione di orari e turni di lavoro, che permette di nascondere la verità, si sgretola improvvisamente per colpa di una borsettata. Un gruppo affiatato, per la prima volta tutti insieme, hanno dato vita ad una commedia di Ray Cooney con lo spirito audace di un lavoro veramente difficile per il ritmo serrato, le battute a ripetizione che girano intorno all’equivoco, lasciando senza fiato lo spettatore. Sergio Franciosi, esordio alla regia, e protagonista della commedia, guida con leggerezza i personaggi che si muovono con disinvoltura sul palcoscenico come una scena di vita vissuta. Insuperabili le “mogli” del signor Rossi, Nadia Capponi (Carla Rossi) e Michela Tuzi (Barbara Rossi). La prima, moglie/mamma apprensiva e protettrice, coccola Mario circondandolo di attenzioni, mentre la seconda moglie/gattina, sempre dirompente nella sua sensualità pronta a trasformarsi in isteria, scandiscono i tempi del “povero” tassista. Enzo La polla, che calca la scena da un ventennio, lo vediamo nei panni del brigadiere Ferroni, ingenuo poliziotto alle prese con un caso “difficile” si barcamena cercando di dare una mano a tutti creando situazioni esilaranti. Vincenzo Chiaula è Roberto Franchetti, “Bobby per gli amici” si cala perfettamente nel personaggio gay dell’alta moda. Disturbatore simpatico è il vicino di casa di Barbara alle prese con i lavori in casa. Danilo Podda è Walter Fattore, vicino e amico confidente di Mario Rossi, che nella sua goffaggine cerca di aiutare Mario e riesce benissimo ad accrescere l’equivoco in maniera sorprendente. Bravo nella prima uscita sul palco, la sua mimica ed espressività ha sorpreso tutti piacevolmente. Claudio Muccifuora, già attore di cinema e tv, si presenta per la prima volta alla recitazione dal “vivo” e anche lui prende il suo consenso dal pubblico. Patrizia Viali, la fotografa, purtroppo in scena per qualche minuto, ma essenziale per la natura della sua irruzione in casa Rossi, fa la sua parte con professionalità. Per non dimenticare gli altri componenti che hanno supportato gli attori, Paolo Premutico, fonico e tecnico luci, Arianna Fioravanti, cassiera e coordinatrice insieme a Giuliana Masciarelli, Federica Di Giulio, Andrea Di Giovannantonio, Mara Capponi, Fabiana Fioravanti e Matteo Brandi. In sostanza una compagnia teatrale che merita un’attenzione particolare per la professionalità, pur non essendo professionisti, da parte del grande pubblico. Un elogio a tutto il gruppo che fa del teatro più che un hobby, una passione vera e propria che trasmette tutta la gioia di salire sul palcoscenico e la loro soddisfazione maggiore proviene dal coinvolgimento degli spettatori di ogni età. Non più giovanissimi, sono bambini nello spirito, lo si vede dalla freschezza con cui interpretano i loro personaggi, con impegno, serietà e con la cura dei particolari. Una scenografia sobria e semplice che ha reso perfettamente le due situazioni equilibrando l’ambiente e rendendola gradevole come spiega il regista, Sergio Franciosi: “La scelta è stata quella di rendere il tutto molto equilibrato per evitare che la recitazione o la scenografia si imponessero l’una sull’altra. Non amo che qualcosa vada a discapito dell’altra e mi piace l’armonia, la semplicità, i colori pastello e senza eccessi”. Due parole per gli attori: Impagabili, non ci sono parole per ringraziarli per il lavoro che hanno fatto. Non li cambierei con nessuno. All’inizio è stata dura, avevamo poca credibilità da parte degli addetti ai lavori e dopo qualche defezione, abbiamo trovato la quadratura del cerchio. Sono soddisfatto, non ho mai dubitato di nessuno, la tensione al punto giusto, l’adrenalina è stata un’ottima medicina. Come è nata la compagnia? Tutti noi abbiamo avuto altre esperienze in altre compagnie, poi abbiamo sentito l’esigenza di crearne una tutta nostra e così nel 2008 l’abbiamo vista nascere. Si sono aggiunti altri componenti e ci sono “aggregazioni” di altre compagnie che ci hanno onorato partecipando a questo lavoro. Sentivamo il desiderio di esprimerci a modo nostro, ricercando testi importanti e che ci facessero mettere in gioco le nostre capacità… Beh, eccoci qua, no? Obiettivi futuri? Un passo alla volta! Noi tutti abbiamo un lavoro, una professione, impegni diversi di comuni cittadini. Se mi ci metto a pensare potrei dire che sto già vagliando altri testi, ma un passo alla volta. Siamo partiti con la manifestazione “Incontriamoci a Ponte Mammolo” dell’estate 2009 con due manifestazioni musicali e due spettacoli teatrali il tutto organizzato da noi con il patrocinio del Comune di Roma, uno scambio culturale con la Compagnia delle Maschere Nude con “Tango” di F. Zanni e a seguire, a dicembre 2009, lo spettacolo in sketch “Risate in Pillole” e oggi questo “Taxi”. Inoltre stiamo partendo con un corso di recitazione grazie al patrocinio della Provincia di Roma con il sostegno del consigliere Provinciale Massimo Caprari e alla collaborazione, del Maestro Paolo Paoloni che si svolgeranno dal 6 maggio all’1 luglio di quest’anno. Avete altre date per la commedia? Si, ci hanno proposto e abbiamo accolto favorevolmente l’iniziativa di una raccolta di fondi a favore della “Kendeya Community Health Partnership” una organizzazione umanitaria che opera in Senegal, anche questa sotto il patrocinio del Comune di Roma e, a proposito, ringraziamo Ivano Caradonna, Presidente del V Municipio e l’Assessore alle Politiche Scolastiche che ci hanno appoggiato sin dall’inizio, riproponendo “Taxi a due piazze” al Teatro Speroni il 29 e 30 maggio 2010, devolveremo tutto il ricavato per l’acquisto di medicinali e attrezzature mediche, dopo di che andremo a Guidonia Montecelio il 5 e 6 giugno, poi se ne riparla a settembre, ammesso che non esca qualcosa nel frattempo. Dove effettuate le prove per preparare uno spettacolo? Attualmente ci hanno concesso un’aula scolastica presso la scuola media Puccini di Via Rivisondoli, con il benestare della Preside Dott.ssa Robbiati… …e il teatro? Il teatro? Una chimera, beato chi ce l’ha! Noi no. Attualmente dobbiamo chiedere ospitalità in teatri dove, se non hanno altri impegni, possono ritagliare spazio anche per noi. Devo confessare che avere uno spazio dove rappresentare e organizzare una serie di repliche per accontentare tutti è un sogno, ma i costi sono alti: affitto della sala, la SIAE, l’organizzazione, la stampa di locandine, ecc. vengono a pesare solo nelle nostre finanze e, tagliare qualche spesa non può che far bene al teatro e agli spettatori che avrebbero più opportunità di seguire non solo noi ma tutte le compagnie amatoriali. Noi puntiamo, e siamo sulla strada buona, per divenire una realtà stabile nel nostro quartiere, il V Municipio. Nel nostro quartiere hanno e abbiamo fame di arte, cultura o semplicemente di un passatempo costruttivo e ci fa piacere quando ci fermano in strada e ci chiedono cosa stiamo preparando per loro, e lo aspettano. Ti aspetti qualcosa da chi dovrebbe occuparsi della cultura, soprattutto in una periferia come questa di Rebibbia/Casal de’ Pazzi? Vorrei aspettarmi qualcosa ma la disillusione ha ormai preso il sopravvento. Ci sono molteplici iniziative che i ragazzi di periferie come la nostra prendono, ma senza il sostegno delle istituzioni molto spesso cadono nell’oblio. Noi puntiamo a ritagliarci uno spazio duraturo nel tempo. Siamo felici di vedere i volti soddisfatti e sorridenti di persone che, uscendo dal teatro, tornano a casa commentando, criticando, scambiandosi pareri. Un argomento in più da discutere ed è questo che ci rende migliori. La vita non è solo lavoro e bollette da pagare, tutti noi abbiamo il diritto di divertirci, scambiare, e vedere cento persone in una sala, seguire uno spettacolo e interagire è, secondo me, condividere un momento di serenità, anche se non si conoscono tra di loro e noi, artefici di quel momento. Questo ci appaga. Grazie, al prossimo spettacolo. No, no, grazie a te.Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.