Teatro Italia: palcoscenico affollato fino al primo novembre con la The Kitchen Company

Massimo Chiesa con la sua compagnia ha vinto la sua sfida teatrale: trentadue attori in scena per rappresentare la commedia The Kitchen
di Riccardo Faiella - 23 Ottobre 2009

Alla presentazione della nuova stagione teatrale 2009-2010 del Teatro Italia, il direttore artistico Pietro Longhi si era detto un po’ preoccupato per la prima di The Kitchen, una commedia del drammaturgo londinese Arnold Wesker.

Preoccupato, ma anche incuriosito dall’attesa di vedere in scena un esercito di trentadue attori comandati dal produttore e regista Massimo Chiesa. Una sfida teatrale. Trentadue attori in scena è un fatto inconsueto per i palcoscenici italiani. E Massimo Chiesa ha vinto la sua sfida. Anche Roma, dopo Genova, dove la commedia è andata in scena l’anno scorso al Politeama Genovese, ha passato il collaudo. L’ultima replica al Teatro Italia è prevista per domenica 1 novembre.

Ma come è nata la The Kitchen Company?

Dopo venti anni passati alla produzione, pochi mesi fa Chiesa ha deciso di cambiare rotta. Come lui stesso racconta: «Ho incontrato circa 150 giovani attori e attrici, tutti diplomati nelle principali Scuole italiane. Ne ho selezionati una trentina e con loro ho dato vita a una nuova compagnia, la The Kitchen Company. Il nucleo di questa compagnia è formato da quindici attori e quindici attrici, quasi tutti diplomati all’Accademia Silvio D’Amico, e con un’età media di ventiquattro anni».

Chiesa si è preso l’impegno di organizzare alla sua compagnia due-tre produzioni all’anno, con la possibilità ad essere diretti da registi diversi tra loro, che possano far crescere professionalmente tutti i giovani componenti della compagnia.

Il progetto di Chiesa è strutturato in tre fasi. La prima fase prevede la messa in scena di quattro commedie: The Kitchen, Un piccolo gioco senza conseguenze, Nemico di classe e Mea Culpa.

La seconda fase, coincidente con la prossima stagione teatrale 2010-2011, ha l’ambizioso obiettivo di coinvolgere alla regia grandi attori come Sergio Castellitto, Sergio Rubini, Ricky Tognazzi, Luca Barbareschi e Carlo Verdone.

La terza fase è quella dell’apertura verso l’estero. Chiesa vorrebbe vedere i suoi attori diretti da Edward Hall, da Doborah Warner, da Luc Bondy, da Janusz Kica e da tanti altri.

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L’intero progetto ha naturalmente bisogno dell’appoggio dei direttori dei teatri, dei circuiti teatrali, dei festival e delle istituzioni, con in testa gli assessori alla cultura.

Chiesa ha molto a cuore il suo ambizioso programma, specie in un momento di crisi come questo, e si augura che ci sia nell’ambiente: “… voglia di reagire, di dare uno scossone ad un teatro che sembra in letargo, ma con il serissimo pericolo di non svegliarsi più”.

C’è un mezzo molto semplice per aiutare la cultura, il teatro e uomini così appassionati del proprio lavoro, come Massimo Chiesa: andare a vedere The Kitchen.

La commedia riscuote successo in tutto il mondo da cinquanta anni. L’azione di The Kitchen si svolge in una cucina di un grande ristorante di Londra, nell’anno 1950. La cucina rappresenta il mondo. Gli attori in scena descrivono tutti i mali del nostro tempo: il potere e la forza del denaro; le avance sessuali non richieste; i soprusi e la prepotenza del più forte; il razzismo; la rivalsa sociale.

È incredibile! Per Wesker il mondo è come una grande cucina. Lui ha scritto questa commedia nel 1957 e già allora ha messo in evidenza tanti problemi che si sono prepotentemente manifestati negli ultimi tempi: la mancanza di sicurezza sul lavoro; l’egoismo e l’egocentrismo della gente; il vivere male l’amore; la pace e la guerra.

Ma quello che mi ha impressionato è avere affrontato, allora, negli anni cinquanta, temi come l’incapacità di sognare, la mancanza del tempo per le relazioni umane, la falsa speranza di un futuro migliore e la certezza di un futuro peggiore, tutti scoppiati come un bubbone nel terzo millennio. Questo ci fa capire la grandezza di Arnold Wesker.

Teatro Italia – via Bari 18 (info 0644239286 – www.teatroitalia.info)
The Kitchen di Arnold Wesker – traduzione di Alessandra Serra (6 ott-1 nov)
con: Francesco Mecarelli, Simone Francia, Ippolita Baldini, Amedeo Carlo Capitanelli, Barbara Giordano, Daria D’Aloia, Elena Cascelli, Clelia Cicero, Daniele Parisi, Diego Venditti, Esther Elisha, Ilaria Falini, Elisabetta Becattini, Giulia Santilli, Elisa Gabrielli, Stella Egitto, Maria Chiara Tofone, Elena Savio, Fatima Corinna Bernardi, Giordano Torreggiani, Luca Catello Sannino, Gabriele Bajo, Giovanni Prosperi, Daniele Aureli, Luca Avagliano, Paolo Livoisi, Nicola Nicchi, Giorgio Regali, Marco Zanutto, Camillo Milli, Carlo Zanotti
Scene: Props and Decors
Costumi: Isabella Rizza
Musiche originali: Arturo Annecchino
Luci: Raffaele Perin
Regia: Massimo Chiesa


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