

Il 14 giugno l'occupazione degli artisti contro la chiusura. Al Teatro di Roma la programmazione per la prossima stagione
È stata approvata il 15 giugno, con una delibera della giunta capitolina presieduta dal sindaco Alemanno, la proposta dell’assessore alle Politiche culturali, Dino Gasperini, sul passaggio del Teatro Valle dal Ministero dei Beni Culturali a Roma Capitale. La stessa delibera, che prevede un protocollo d’intesa tra Mibac e Comune, ha affidato inoltre la gestione al Teatro di Roma per la programmazione 2011/2012. Scongiurata dunque la chiusura o la paventata trasformazione in un bistrot per il più antico teatro della capitale ancora in attività, dopo l’appello lanciato dai “lavoratori e lavoratrici dello spettacolo” al mondo della cultura e non solo, che circa in un centinaio il 14 giugno mattina avevano occupato il Valle, chiedendo “trasparenza e chiarezza” sul destino della struttura.
Soddisfatto l’assessore Gasperini, che proprio ieri aveva rassicurato tutti contro lo smantellamento del teatro: “Grazie a questa delibera e al protocollo d’intesa – ha spiegato – il Valle continuerà la sua attività prestigiosa senza neanche un giorno di chiusura. Il teatro rimane pubblico e il bando verrà redatto con ampia partecipazione. Chiedo ai protagonisti dello spettacolo e della cultura, che si stanno interessando al Valle, di partecipare alla specifica commissione che istituirò immediatamente”. Gasperini ha quindi riferito di aver chiesto al presidente del Teatro di Roma, Franco Scaglia, “di coinvolgere nella programmazione le eccellenze culturali della città, sviluppando una sinergia con il Teatro dell’Opera, con l’Accademia di danza, con Romaeuropa Festival e con tutti gli altri protagonisti della scena culturale romana”.
Più cauto il commento di Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori, membro della commissione Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio: “Io ritengo – ha sottolineato – che la Regione Lazio debba anche impegnarsi economicamente per il Teatro Valle con un contributo ad hoc in assestamento di bilancio e debba poi garantire che lo spazio continui ad essere quel che è stato finché era dell’Eti, ovvero un riferimento di livello nazionale per lo spettacolo d’innovazione e per la drammaturgia contemporanea”.
Sull’autogestione del teatro, era intervenuto ieri il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che parlando di “improvvida operazione” in una nota osservava: “La situazione di incertezza di cui attualmente soffre il Valle nasce da un anno di mancanza di strategia e di non decisioni. Dopo la chiusura dell’Eti decisa dal governo, infatti, tutto si è fermato, senza mettere in campo l’altro pezzo della riforma. E quindi da oltre dodici mesi il Valle viene tenuto nel limbo, senza dargli una propria missione, una propria caratterizzazione, un proprio progetto”.
Solidarietà e sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori è arrivata anche dal consigliere del PD Dario Nanni, membro della commissione cultura del comune di Roma: “Il futuro di questo teatro dal prestigio indiscusso è in bilico per la politica dei tagli apportata dal governo alle attività culturali del nostro Paese e dall’inadeguatezza mostrata dall’amministrazione comunale nel sostenere una politica culturale all’altezza di una capitale europea. Il Valle è uno spazio culturale prezioso e punto di riferimento per il teatro sperimentale e di ricerca e non può rimanere in bilico tra assegnazione al Tetro di Roma, cessione ai privati e bando pubblico. Se c’è chi immagina di iniziare un percorso per trasformare questo spazio in un’altra cosa se lo scordi. Mai e poi mai potremmo accettare un cambiamento che depaupera la cultura nella nostra città”.
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