

Il restauro, dedicato ad Augusto, svela la magnificenza delle strutture antiche e del chiostro rinascimentale
Il più grande complesso termale del mondo antico torna a splendere per festeggiare il bimillenario di Augusto: le terme di Diocleziano. Dopo la riapertura della Villa di Livia a Prima Porta e le abitazioni di Livia e Augusto al Palatino, la soprintendenza archeologica di Roma ha inaugurato la riapertura di alcuni ambienti delle terme di Diocleziano, rimasti chiusi da più di 30 anni.
Il legame che vede queste immani terme con l’imperatore Augusto è da ricercare proprio nella grandiosità e nella spazialità che l’opera monumentale racchiude e con le quali si contraddistinse nell’epoca antica. Un concetto architettonico quello dello spazio dilatato che si allontana dalla cultura greca, dandone un significato del tutto nuovo.
I restauri iniziati nel nel 2008 dalla Soprintendenza per i Beni archeologici di Roma ha riscoperto la famosa Natatio, enorme piscina scoperta da 4 mila metri quadri, un tempo rivestita di marmi, la vicina aula VIII e il Chiostro piccolo della Certosa di Santa Maria degli Angeli, chiuso da 50 anni.
Un recupero costato 6,5 milioni di euro e che oggi permette di visitare ben 3.200 metri quadri dell’antica struttura. Durante il restauro sono state fatte anche delle affascinanti scoperte come la Pietà degli Angeli risalente alla seconda metà del ‘500.
“Abbiamo voluto allestire il Chiostro con i marmi e le iscrizioni che ricostruiscono gli Atti degli Arvali e i Ludi Saeculares, gli antichi culti che Augusto rifondò nell’ambito della sua politica religiosa – dichiara Rosanna Friggeri, direttore del Museo Nazionale Roano, sulla stampa nazionale – Si tratta, insomma, della celebrazione in un ambiente post-antico dell’ideologia augustea”.
Le terme di Diocleziano comprendevano oltre 13 ettari e potevano accogliere fino a 3000 persone contemporaneamente, in un percorso che si snodava tra palestre, biblioteche, una piscina di oltre 3500 metri quadrati e gli ambienti che costituivano il cuore di ogni impianto termale.
Durante il Rinascimento Papa Pio IV concesse i resti delle Terme ai Certosini attribuendo loro il ruolo di conservatori delle rovine. I lavori per la trasformazione del complesso iniziarono immediatamente e fu verosimilmente Michelangelo a delineare l’impianto generale dell’edificio monastico (anche se l’impianto della Certosa e i dettagli si attribuiscono a Jacopo del Duca).
In seguito all’atto di donazione del papa Clemente VIII nel 1595, fu iniziata la costruzione del nuovo convento che fu realizzato secondo lo schema canonico dell’Ordine: un chiostro grande, un chiostro piccolo e le casette per i monaci.
Il chiostro grande, detto di Michelangelo, fu inserito tra il corpo centrale delle Terme e il lato settentrionale del suo recinto
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INFORMAZIONI PREZIOSISSIME SULLE TERME DI DIOCLEZIANO ED I SITI RIAPERTI DELLE VILLE DI AUGUSTO E LIVIA. GRAZIE