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Termosifoni spenti nelle case comunali dei via Tranquillo Cremona: 250 famiglie al freddo

Questo e altri problemi denunciati dal Comitato “Tor Sapienza Morandi-Cremona”
Redazione - 28 Novembre 2015

L’inverno è arrivato, ma i termosifoni restano spenti negli stabili comunali di via Tranquillo Cremona. A denunciarlo è il Comitato “Tor Sapienza Morandi-Cremona”, il gruppo di residenti che dalla rivolta popolare del 10 novembre 2014 sta portando avanti una serie di azioni finalizzate a migliorare la qualità della vita nel quartiere di case popolari da anni abbandonato dalle istituzioni.
“Dall’inizio della stagione invernale – spiegano Annunziata D’Alessandro ed Elvio Macario, rispettivamente vicepresidente e membro del Comitato – 205 famiglie sono costrette a restare in casa coi cappotti, nonostante il Comune richieda e ottenga il pagamento del canone per i riscaldamenti tutto l’anno.
Da quanto abbiamo appreso, sembra che ci sia una diatriba tra la ditta uscente e quella subentrante nella gestione dell’appalto della manutenzione. Loro litigano, gli inquilini muoiono di freddo e il Comune resta a guardare”.

CaseViaCremonaQuello del black out dell’impianto di riscaldamento è soltanto l’ultimo dei problemi in ordine di tempo sul quale il Comitato si sta impegnando.
“Già all’amministrazione Marino – proseguono D’Alessandro e Macario – avevamo richiesto una riqualificazione generale degli stabili di proprietà del Comune, segnalando che alcuni lavori in corso non solo non erano stati eseguiti a regola d’arte, ma erano stati lasciati a metà oramai da un anno: in particolare gli interventi sulle terrazze non sono stati ultimati, per questo almeno quattro alloggi della palazzina A sono oggetto di copiose infiltrazioni d’acqua piovana dal tetto”.
“L’acqua piovana – proseguono i membri del Comitato – allaga la stessa strada di via Tranquillo Cremona in quanto i pozzetti sono colmi di melma e le grate ostruite da rifiuti.
A tal proposito vale la pena segnalare che l’unico accesso al comprensorio da 300 alloggi è la salita/discesa in cui transitano i veicoli e che gli stessi residenti sono costretti a percorrere per entrare e uscire su via Carlo Carrà, con grave rischio e pericolo per le persone non deambulanti, invalide ed anziane anche soltanto per raggiungere i vicini negozi situati in viale Giorgio Morandi e via Capogrossi. Per questo è stata inoltrata richiesta per la realizzazione di un passaggio pedonale per disabili in via Tranquillo Cremona sia al V Municipio (protocollo 182104 del 6 novembre 2015) che al commissario straordinario Francesco Paolo Tronca (prot. 80725 del 10 novembre 2015)”.

Dulcis in fundo, il parco pubblico “Barone Rampante”, un’area verde di circa 10 mila metri quadrati circoscritta tra via Tranquillo Cremona, viale Giorgio Morandi, via Roberto Melli e viale Giorgio De Chirico, non più fruibile da parte dei residenti per lo stato di profondo degrado e abbandono di panchine e giochi. “La conseguenza diretta – denunciano i due componenti del Comitato –  è il proliferare di situazioni di illegalità, non a caso la rivolta popolare esplosa in viale Giorgio Morandi la notte del 10 novembre del 2014 maturò a seguito dell’aggressione subita da una ragazza del posto ad opera di stranieri proprio all’interno del parco. Panchine, altalene, dondoli e della pavimentazione antitrauma sono fatiscenti: è stata inoltrata richiesta di nuovo arredo al V Municipio (protocollo 182121 del 6 novembre 2015) e al commissario Tronca (prot. 80721 del 10 novembre 2015). Così come il 10 marzo 2015 era stata richiesta l’installazione di un impianto semaforico in viale Giorgio De Chirico, in prossimità del ponte ‘Ilaria Alpi’. Si tratta di uno stradone a doppia corsia e a doppio senso di marcia che unisce la via Collatina e la via Prenestina. Tale conformazione ‘invita’ gli automobilisti ad accelerazioni che rendono impossibile l’attraversamento pedonale per chi intenda raggiungere o uscire a piedi viale Giorgio Morandi e via Tranquillo Cremona, anche laddove esista la segnaletica”.


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