

La sconfitta contro l'Udinese, le contestazioni di tifoseria e giocatori hanno spinto il tecnico a lasciare la panchina biancoceleste
Ore clamorose per il mondo Lazio, un terremoto ha colpito Formello: Maurizio Sarri non è più l’allenatore dei biancocelesti. Sono state presentate le dimissioni alla dirigenza della Lazio. L’allenatore, sulla panchina dei biancocelesti dal 2021, ha deciso di fare un passo indietro dopo la sconfitta subita in casa contro l’Udinese, la dodicesima di questo campionato.
La decisione è stata comunicata al club: da capire se la dirigenza accetterà le dimissioni o se deciderà di andare avanti con il tecnico toscano. Nel caso in cui l’addio fosse confermato, il club potrebbe decidere di affidare temporaneamente la squadra a Tommaso Rocchi, ex attaccante della Lazio e attualmente allenatore dell’Under-14 nel club: il tecnico è molto stimato dal presidente Lotito, che intravede per lui un percorso simile a quello fatto da Simone Inzaghi. Le alternative portano ad altri due ex Lazio, ovvero Miroslav Klose e Cristian Brocchi.
Addio amaro:L’addio di Sarri è un addio amaro. Il tecnico che aveva condotto la squadra al secondo posto nella scorsa stagione, in questa annata ha mostrato tanti limiti. Un mercato non all’altezza e una squadra poco brillante in molti leader, ha portato la Lazio a navigare a metà classifica con prestazioni e risultati deludenti. Già da tempo Sarri parlava di fine di un ciclo, ma la Lotito lo aveva blindato con tanto di comunicato ufficiale. L’avventura di Sarri si chiude con quattro sconfitte consecutive in campionato (più l’eliminazione in Champions League) e la contestazione della tifoseria.
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