Tor Marancia: Cinque torri da 74 metri, al posto degli ex uffici protagonisti di una lunga occupazione

I residenti insorgono: “Torri fuori scala e traffico già al collasso”

A viale del Caravaggio il passato e il futuro si sfiorano senza toccarsi. Là dove fino a pochi anni fa sorgeva la più grande occupazione d’Italia, tra muri scrostati e finestre sbarrate, presto potrebbero innalzarsi cinque torri di vetro e cemento, una delle quali alta 74 metri. Un nuovo skyline per l’Ottavo Municipio, ma non tutti lo accolgono con entusiasmo.

Il progetto, firmato dalla proprietà Armellini, prevede 220 appartamenti tra i 40 e i 120 metri quadrati, spazi commerciali, uffici, parcheggi e piccole piazze tra un edificio e l’altro.

La torre più alta arriverà a 21 piani, le altre tra i 10 e i 15. In totale si stimano 800 nuovi residenti. “Non saranno case di lusso – precisano i progettisti – e il 20% sarà riservato all’housing sociale”.

Martedì 4 novembre, nella sala gremita del primo incontro pubblico organizzato da Risorse per Roma, il progetto è stato presentato ai cittadini. Ma il clima si è subito fatto rovente.

“Cinque torri così alte non c’entrano nulla con il tessuto del quartiere – ha protestato la consigliera civica Simonetta Novi –. Mancano infrastrutture, il traffico è già caotico e ci sono falde acquifere che minacciano la stabilità dei palazzi”.

Il pubblico applaude. Altri residenti si alternano al microfono, chiedendo meno cemento, più verde e servizi.

Tra le proposte emerse, quella di ridurre le altezze, “spalmando” i 220 appartamenti su edifici di quindici piani, e di recuperare tre aree verdi abbandonate per trasformarle in giardini pubblici.

Il secondo incontro del percorso partecipativo è fissato per il 13 novembre, ma la sensazione è che il braccio di ferro sia solo all’inizio.

Dal Partito Democratico del Municipio VIII arriva un invito alla prudenza: “Bene il confronto e la partecipazione – spiegano in una nota – ma parliamo di un’area privata. La politica locale non può modificarne la destinazione, può solo vigilare sulla qualità del progetto e garantire spazi pubblici adeguati”.

Nel frattempo, il quartiere resta sospeso tra passato e futuro. L’ex occupazione, simbolo di un’epoca di emergenza abitativa, si prepara a lasciare il posto a un nuovo complesso residenziale che, tra promesse di rigenerazione e timori di speculazione, rischia di cambiare per sempre il volto di viale del Caravaggio.


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