

Dopo un'attesa infinita iniziata nel 1998, completato il Piano di Zona D Ter. L'assessore Ciacciarelli consegna gli appartamenti del comparto E
Per 42 famiglie romane, questa non sarà una Pasqua come le altre. È la Pasqua del trasloco, della prima chiave che gira nella toppa di una casa attesa, in alcuni casi, da una vita intera.
In una cerimonia carica di emozione, l’assessore regionale alle Politiche Abitative, Pasquale Ciacciarelli, ha consegnato ufficialmente gli ultimi alloggi dell’Ater costruiti a Tor Vergata, mettendo la parola “fine” a un paradosso urbanistico durato quasi tre decenni.
La vicenda del Piano di Zona D Ter è lo specchio delle difficoltà dell’edilizia pubblica romana. Il progetto originale, che prevedeva quattro grandi fabbricati, risale addirittura al 1998.
2007: Una prima tranche di 126 alloggi viene assegnata regolarmente.
Il blocco: Per anni, l’ultimo tassello del puzzle — il cosiddetto comparto E — resta un fantasma sulla carta per mancanza di fondi.
La svolta: Nel 2020 arriva l’accordo tra Ater Roma e Invitalia, che sblocca i finanziamenti necessari. Il cantiere parte nel 2022, portando a termine non solo i 42 appartamenti mancanti, ma anche le opere strutturali e stradali che completano l’intero impianto urbanistico.
«Vedere queste famiglie coronare il sogno di una casa propria è una gioia immensa», ha commentato l’assessore Ciacciarelli, ringraziando il governatore Francesco Rocca e il commissario Ater Orazio Campo. Ma Tor Vergata è solo un tassello di una strategia più ampia:
54 milioni di euro: Frutto di un accordo con il Ministero delle Infrastrutture, destinati a nuovi progetti presentati dai Comuni e dalle Ater.
123 milioni di euro: Fondi FESR già programmati per interventi strutturali su tutto il territorio laziale.
Con la chiusura del comparto E, Tor Vergata non guadagna solo nuovi residenti, ma una maggiore stabilità urbanistica.
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