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Trema, Pantalone, trema – Timonieri – Cappon leso

I Fatti e i Misfatti di agosto 2010 di Mario Relandini

Trema, Pantalone, trema

"Sembra sempre più probabile – secondo i commentatori politici – che gli italiani vengano chiamati, magari anche in fretta, a rinnovare il Parlamento".

Questo probabile fatto, al di là di come ognuno possa legittimamente pensarla politicamente, non può che apparire obiettivamente scandaloso. E non per uno, ma addirittura per tre vergognosi motivi. Il primo: l’italica politica continuerebbe a dimostrare la sua incredibile, gravissima, connaturata incapacità di portare normalmente a termine una intera legislatura, di non essere ancora oggi in grado di anteporre gli interessi del Paese ai suoi interessi partitici, di non avere ancora oggi imparato il vero e corretto ruolo sia di maggioranza sia di opposizione. Il secondo: quanto fino ad oggi è stato realizzato o impostato di buono – poco o tanto che possa essere giudicato – andrebbe completamente a ramengo e la situazione economica, soprattutto, subirebbe un contraccolpo drammaticamente negativo. Il terzo: gli italiani sarebbero chiamati ad un ulteriore notevole esborso perché, mentre dovrebbero continuare a pagare intreramente i partiti per l’attuale legislatura, ancorché non dovesse concludersi, dovrebbero cominciare a pagare anche per la nuova successiva legislatura e – anche in questo caso – per cinque anni a prescindere da quella che potrebbe poi essere la sua effettiva durata. Qualcuno, in proposito, potrebbe chiedersi: ma, il 18 e il 19 aprile 1993, oltre il 90% degli italiani non aveva votato contro il finanziamento dei partiti? Certo. Ma i partiti non sono sosggetti che stanno lì – come si dice – a pettinare le bambole. Gli italiani – hanno ragionato – hanno detto no al finanziamento? D’accordo. E allora, in Parlamento, approveremo una legge che non si chiamerà più finanziamento, ma rimborso elettorale. Legge approvata all’unanimità, naturalmente, e tutt’ oggi in vigore. Ritoccata anzi, sempre all’unanimità, di tanto in tanto. Nel senso che i rimborsi, inizialmente fissati in 1600 lire ad abitante, sono progressivamente arrivati a ben cinque euro (quasi 10 mila delle ex lire) per ciascun elettore. Con grande soddisfazione dei cassieri dei partiti. I quali, al di là di quanto vanno sostenendo pubblicamente i loro segretari nazionali, hanno segretamente cominciato a stropicciarsi le mani. E – per non saper né leggere né scrivere, ma sapendo fare bene i loro furbi conti – avranno già aggiunto nuove pagine nei loro libri contabili. Alla voce entrate. Provenienza: Pantalone.

Timonieri

"Le associazioni "Polo sud" e "Cristiano-sociali" – si è saputo – hanno regalato a Silvio Berlusconi, quale riconoscimento della sua abilità nel dirigere il Pdl e il Paese in acque sempre più tempestose, un timone di oro zecchino".

Un altro prestigioso appellativo, dunque, per il già pluriosannato Cavaliere: quello, nientemeno, di timoniere. Come cioè, per tornare indietro nella storia, quello attribuito ad un personaggio quale Mao Tse-tung. A conferma che ognuno, lo meriti o no, ha il timoniere che può.

Cappon leso

"L’ex direttore generale della Rai Claudio Cappon, che era rimasto un anno senza alcun incarico e che ora è stato nominato amministratore delegato di "NewCo Rai international" – ha rivelato "L’Espresso" – ha chiesto un risarcimento pecuniario in quanto ha ritenuto ridimensionato, in quel periodo di "non lavoro", il suo prestigioso ruolo".

Può darsi abbia ragione. Il fatto è, comunque, che l’ex direttore generale della Rai Claudio Cappon, durante quel periodo di "non lavoro", ha continuato a percepire ugualmente i suoi bei 700 milioni lordi di stipendio. Non ha subìto, cioè, alcun ridimensionamento del suo straricco compenso. Settecento milioni in un anno, insomma, per non fare nemmeno una volta "ba". Ma, come sembra, non gli sta neppure bene. E può darsi, appunto, abbia ragione. Nel senso che, a lui, non interessa tanto un lauto risarcimento materiale in soldoni, ma il riconoscimento del ridimensionamento patito. In questo caso, allora, tanto di cappello. Ma, anche, l’attesa di un nobile annuncio: che – ove questo riconoscimento dovesse essergli un giorno accordato, lui lo devolverebbe, coerentemente, a qualche edile, a qualche mezzadro, a qualche badante. I quali, troppo spesso, lavorano a cottimo per quattro soldi e nessuno fa caso al loro ruolo. Né quando sfacchinano ogni giorno né, tantomeno, quando rimangono senza occupazione.

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