Trump a Roma per i funerali di papa Francesco. Allerta massima

Le immagini di Trump mentre scende dalla scaletta dell'Air force one

Il sole di aprile accarezza Roma mentre la città, silenziosa e raccolta come mai prima, si prepara a salutare Papa Francesco per l’ultima volta.

È il giorno delle esequie del Pontefice, scomparso lunedì 21 aprile, e Piazza San Pietro si trasforma ancora una volta in cuore pulsante della cristianità.

In tre giorni, dal 23 al 25 aprile, oltre 250mila fedeli hanno reso omaggio alla sua salma nella Basilica vaticana, formando un fiume interminabile di dolore e gratitudine. Oggi quel fiume ritorna, invadendo pacificamente piazza e vie limitrofe per le esequie celebrate dal cardinale Giovanni Battista Re.

Al termine della funzione, il feretro di Francesco verrà accompagnato a passo d’uomo fino alla Basilica di Santa Maria Maggiore, ultima tappa di un viaggio terreno vissuto sempre vicino ai più deboli.

La tumulazione avverrà nella più stretta intimità, lontano dagli occhi dei fedeli e dei cronisti, come richiesto dallo stesso Pontefice.

Intanto, Roma è in stato di massima allerta. Ieri sera è atterrato a Fiumicino il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha trovato alloggio presso l’ambasciata a Villa Taverna.

Con lui, 170 delegazioni internazionali: un vero vertice mondiale sotto il cielo di Roma. Per garantire la sicurezza, ogni dettaglio è stato studiato al millimetro: piazze blindate, It Alert pronto per eventuali comunicazioni urgenti, bus deviati o sospesi nell’area di San Pietro, strade chiuse e divieti di sosta.

Lungo il percorso, presidi medici e squadre di soccorso veglieranno sui fedeli. Oggi, più che mai, Roma appare fragile e solenne, sospesa tra dolore e speranza.

E mentre la città piange il suo Papa venuto “dalla fine del mondo”, lo sguardo già si rivolge al futuro.

Nei prossimi giorni sarà comunicata la data ufficiale del Conclave: entro venti giorni dalla scomparsa, i cardinali elettori si riuniranno per scegliere il successore di Francesco.

Oggi, però, c’è spazio solo per il ricordo e per l’ultima preghiera. Roma si ferma. Il mondo si inchina.

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