

A Cinecittà Est anche le strisce rosse su marciapiedi "riconvertiti"
Da qualche tempo a questa parte un gruppo di "tintori" procede speditamente nel dipingere con vernice rossa numerosi marciapiedi presenti nel quartiere denominato Cinecitta est: via Procaccini, via Oberto dal lato opposto al mercato coperto ed ora anche viale Rizzieri dal lato opposto alla parrocchia SS. Gioacchino e Anna.
Il motivo non è ancora ben chiaro ma se questi "furboni" tenteranno di spacciare per piste ciclabili marciapiedi riconvertiti, cioè quel che non potrà mai essere una vera pista ciclabile, allora bisognerebbe chiedere conto a qualcuno dello sperpero di denaro pubblico in atto. Al pari delle strade le piste ciclabili si progettano e non s’improvvisano come stanno facendo con il solo risultato di realizzare qualcosa di poco o per nulla praticabile che non si sa dove conduca. Ad esempio un marciapiede "rosso" si ferma nei pressi dell’Itc "L. Radice" e non giunge nemmeno alla fermata del metro. Inoltre una pista ciclabile dev’essere larga almeno 2,50 metri ed il transito dei ciclisti non deve mettere in pericolo i pedoni. Come quelli che tracciano linee di parcheggio fin sugli angoli degli incroci stradali contravvenendo alle prescrizioni del codice della strada, forse anche questi improvvisa progettisti non sanno che gli utenti deboli della strada sono i pedoni, i ciclisti, i motociclisti e a seguire tutti gli altri conducenti di veicoli. Pertanto spero che nessuno si azzardi a spacciare per piste ciclabili quello sconcio che stanno realizzando a Cinecittà Est, cosi’ come quella impraticabile schifezza presente sul marciapiede della strada che attraversa il campus universitario di Tor Vergata, dove chi desidera andare in bicicletta deve farlo nella sede stradale con il rischio d’essere travolto dalle auto che sfrecciano ben oltre il limite dei 50 km orari ivi presente senza che vi siano pressanti controlli da parte della polizia municipale. Le piste ciclabili non si fanno tanto per fare e soprattutto si realizzano nella sede stradale. Se il limite di velocita’ per le auto nelle città fosse ridotto a 30 km/h, non solo s’inquinerebbe molto meno, ma soprattutto molta più gente, sentendosi un po’ più sicura, imparerebbe ad utilizzare piu’ spesso la bicicletta per gli spostamenti. Giulio PastoreLe foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.