Municipi:

Un capolavoro come la Chiesa delle vele non può essere deturpato da un calcetto

Replica del consigliere Rossetti

Credo, gentile Direttore, di avere il diritto di replica alla cortese lettera -che in parte mi riguarda- che ha voluto inoltrare ad Abitare A il signor Commodari sulla questione dell’inaugurando campo di calcetto a ridosso della chiesa ‘delle vele’.
Pertanto la ringrazio sin d’ora se vorrà ospitare questa mia.

Ringrazio altresì il gentile Lettore che tanta -distratta- attenzione ha voluto riservare alle mie osservazioni. Intanto rassicuro il Lettore che non sono giornalista, nè intendo diventarlo.
Svolgo con discreti successi tutt’altra attività professionale. Ma sono anche un consigliere – democraticamente – eletto nel Consiglio Municipale del VII Municipio. Sono, mi perdoni il vezzo, al mio secondo mandato, conseguito, in entrambe le occasioni, risultando il primo eletto nella lista che ho l’onore di rappresentare in Consiglio, Forza Italia. Quando scrivo a titolo personale -e su Abitare A l’ho anche fatto – ometto il ‘titolo’ di consigliere.

Stavolta ho dunque inteso pormi come consigliere e, partendo dalla fine, mi assumo tutte le responsabilità politiche delle affermazioni; in primo luogo quella che sembra averla maggiormente ‘piccata’. Ovvero ‘questa sgangherata maggioranza’. Immagino abbia altro da fare nel corso della giornata, ma se qualche volta vorrà dedicare un po’ del suo tempo ai lavori del consiglio che, giova ricordarlo, è pubblico e si tiene nei giorni di martedì pomeriggio e di mercoledì e venerdì mattina nell’Aula consiliale che si trova in via Prenestina 510, dubito che incontrerà difficoltà a sottoscrivere la mia affermazione. Potrà Ella stessa verificare lo stato di totale sbando nel quale versa, appunto, ‘questa sgangherata maggioranza’. Che, la rassicuro, non è affatto un’offesa (chiunque mi conosca Le potrà senz’altro riferire dei miei mille difetti, ma nessuno potrà asserire che non sono una persona educata), ma una valutazione di carattere squisitamente politico. Come definiribbe una maggioranza che spesso non è d’accordo su nulla -avrà seguito, suppongo, la vicenda del pullmino per i rom tanto per rimanere alle cronache più recenti – e che, sovente, per avere il numero legale deve ricorrere alle essenziali presenze dei consiglieri d’opposizione?

Ma il punto, gentile Lettore, non è questo. Il punto è che la chiesa ‘delle vele’ sarà -innanzitutto- anche una chiesa (e chi se lo dimentica?), ma è anche una delle opere architettoniche più importanti realizzate a Roma dal dopoguerra ad oggi. Essa è stata commissionata ad uno dei più celebrati architetti del pianeta, l’archietto Meier, che sebbene non sia tra i miei preferiti in assoluto (gli preferisco senz’altro il britannico Sir Norman Foster o l’italiano Gregotti tra i viventi, ed i razionalisti tra gli scomparsi, tra tutti Piacentini e Moretti, o il conterraneo del Maestro Meier, lo straordinario Frank Lloyd Wright), non posso negare che le sue opere siano degli indiscussi capolavori di architettura contemporanea anche quando trattasi di chiese come nel caso della chiesa ‘delle vele’. Le sarò sincero sino in fondo e le dirò che, per esempio, non ho apprezzatto per nulla lo ‘scatolone’ col quale ha confezionato l’Ara Pacis, ma tant’è.

E dunque un capolavoro (chiesa o non chiesa!) non può essere deturpato da un campetto di calcetto che nulla ci ‘azzecca’, per dirla alla Di Pietro, col contesto circostante. Ho sottolineato l’enorme valore sociale di un impianto per praticare sport, specie se realizzato in un territorio così carente di strutture sportive, ma Le chiedo, non sarebbe stato meglio posizionarlo altrove?

In quanto ai sospetti che l’opera non è di mio gradimento solo perchè l’ha finanziata il Presidente della Camera On. Fausto Bertinotti, mi permetta di non accettare la provocazione e di rispedire l’insinuazione al mittente. Per eleganza preferisco, insomma, non rispondere affatto. Cercherò di spiegare meglio il mio punto di vista. Poniamo che a lato di piazza San Pietro si decidesse di costruire un campo, chessò, di bocce, non troverebbe quantomeno bizzarra la decisione? O se ai marigini di Notre Dame di Parigi si costruisse un campo da tennis Lei è sicuro che non ci sarebbe nulla da eccepire? E se di fronte a Westminster Abbey sorgesse un campo da cricket Lei è certo che i fedeli londinesi troverebbero la cosa, per così dire, normale? Io sono sicuro di no! Sono sicuro che si leverebbero cori di sdegno e neppure tanto soft, gentile signor Commodari.

Ed arriviamo al ‘pezzo’ del Messaggero che Lei cita a sostegno delle sue tesi. Quello sì, mi consenta signor Commodari, è un puro inno alla faziosità politica. Si introducono una serie di argomentazioni del tutto estranee alle vere ragioni del mio disappunto! Si menzionano ‘pali delle recinzioni alti sei, sette metri’ e si vuole convincere il lettore che la struttura non sia in stridente contrasto con ‘le vele scavate nel marmo di Carrara’. In entrambi i casi cito testualmente.

La tranquillizzo, gentile signor Commodari, l’architetto Richard Meier non sa, nè può sapere, del campo da calcetto. Non avrebbe mai dato il suo consenso alla costruzione a ridosso della chiesa ‘delle vele’.

Le basti sapere che sullo stadio Flaminio, opera del grande architetto-ingegnere Pierluigi Nervi, sebbene siano trascorsi più di cinquanta anni dalla sua realizzazione, ancora oggi non è possibile apportare la benchè minima modifica perchè occorre il consenso della famiglia del progettista e perchè è sotto il vincolo dei Beni Culturali. La pregherei infine di non accreditarmi intenti strumentali nel mio intervento. Sono favorevolissimo alla costruzione di impianti per lo sport e per il tempo libero dei quali i giovani dei nostri territori hanno immenso bisogno.

Ma che li si faccia altrove o ci si indigni quando sono pronti per essere consegnati agli utenti (come nel caso della pista di atletica all’Alessandrino) ed incredibili pastoie burocratiche lo impediscono! E’ più verosimile credere che nel nostro territorio oramai ci si è abituati a tollerare ogni sorta di barbarie architettonica.

O vogliamo parlare di piazza Teofrasto? O forse di piazza dei Gerani? O di piazza del Quarticciolo? O dello sventramento della collinetta che sovrastava via dei Ciliegi che è stata sacrificata per far spazio all’ennesimo, inutile, centro commerciale? Sorvolo, per eleganza, sul progetto che deturperà per sempre parte del parco di Tor Tre Teste…..

Alfonso Rossetti consigliere Municipio VII (FI).

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