Un centro servizi per i commercianti e artigiani dell’Alessandrino

Da lunghi anni presso la Cesercom di via G.B. Delponte 3/a
di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani - 9 Ottobre 2012

La Cesercom (Centro Servizi Commerciali) da lunghi anni è un punto di riferimento importante per le aziende del quartiere Alessandrino e non solo. La nostra intervista è con il rag. Giuliano Iannilli, consulente aziendale, iscritto all’Albo dei Consulenti del Lavoro, presso la sede di via G.B. Delponte 3/a (TEL. 06.2300046) posta nel centro del quartiere alle spalle dell’Ufficio postale di via del Campo. Contitolare dell’Agenzia è Alessio Verducci, impegnato fuori sede.

Rag. Iannilli, può raccontarci per sommi capi la vostra storia?

La Cesercom (Centro Servizi Commerciali) nasce nel febbraio del 1989. Ma le sue radici affondano in una precedente esperienza in campo prevalentemente assicurativo. In origine è stata costituita da me con la collaborazione del ragioniere De Cesare, di sua figlia e dell’agente generale Unipol Alberto Verducci. Si divideva in diversi uffici: i due principali avevano sede in via del Campo, dove era presente l’ex Agenzia Unipol 655, e in via dei Castani. Nel momento della nostra massima espansione siamo arrivati ad avere ben 15 subagenzie sparse su tutto il territorio di Roma-est.

La sua personale esperienza è stata perciò precoce?

In effetti sì. Il mio percorso formativo è iniziato nel lontano 1985, sotto la guida di De Cesare, ed ho incontrato l’opportunità di creare la Cesercom, spinto dalla pura incoscienza di un giovane di 23 anni. E mi sono perciò impegnato mentalmente e fisicamente nell’impresa titanica di donare ai cittadini una struttura polivalente che potesse fornire dei servizi sia al singolo che alle imprese. La nostra infatti era un’esperienza che precorreva i tempi ed era di difficile comprensione da parte dei potenziali utenti.

Come si articolava la vostra attività?

In un primo periodo, oltre che della consulenza aziendale, ci occupavamo anche della gestione assicurativa e della concessione di leasing finanziari con il supporto dell’Unipol. A seguito della nostra trasformazione abbiamo integrato il servizio di copisteria conseguendo la licenza artigianale.

Qual è stato il segreto del successo della Cesercom?

L’idea di riuscire a superare il concetto di singolo studio professionale, dove si trova una sola figura che si occupa di un servizio, cominciando a seguire una famiglia o un’impresa in modo completo fornendo le prestazioni di una serie di professionisti in un’unica struttura. Importantissimo è stato anche il rapporto che si veniva a creare con il commerciante, molto diffidente e prevenuto per quanto riguardava questo genere di servizio in quanto non badava certo al prezzo ma soprattutto all’affidabilità del professionista (e noi eravamo e restiamo affidabili). Molte sono state le aziende che si rivolgevano a me anche da fuori quartiere e persino della capitale. Nel 1993 ho seguito l’apertura di un McDonald addirittura a Desenzano sul Garda. Poi, dopo aver svolto il mio lavoro iniziale, purtroppo per via della lontananza ho dovuto affidare il tutto ad un agenzia della zona.

Come si sono evoluti i comportamenti dei clienti?

All’inizio erano particolarmente diffidenti, considerando che si trovano davanti un ragazzo di solo 23 anni. Per il commerciante, di solito più anziano, affidarsi a me significava fare un autentico atto di fede. Adesso, per fortuna, si fidano completamente, dall’apertura dell’azienda sino alla pensione. Posso dire che anziché il ragioniere in certe occasioni vi trovo a rivestire i panni del confessore, non solo per quanto riguarda i segreti dell’azienda, ma anche talvolta per i problemi personali.

Può delinearci sinteticamente la situazione attuale?

L’evoluzione del lavoro del consulente aziendale, a mio avviso, non giova né ai professionisti né ai clienti, ma solo all’amministrazione dello Stato. Ricordo che un tempo le dichiarazioni dei redditi erano composte da un modulo di quattro facciate che dovevano essere consegnate entro il 31 maggio, a seguire sbrigavamo solo del lavoro ordinario. Adesso abbiamo ben venti facciate da compilare e annessi allegati e dati statistici da inviare per via telematica. Con la conseguenza di dover lavorare sino al mese di settembre dell’anno successivo. Tutto questo rimane utile solo all’impiegato che prima per un controllo doveva esaminare il cartaceo mentre ora con un semplice click ha tutti i conteggi disponibili subito. Ma ai commercialisti comporta un aggravio del lavoro per nulla suffragato dal Ministero delle Finanze che non concede più neanche il rimborso, che prima era di un euro per ogni invio telematico. E di certo il professionista non può riversare il tutto sul cliente.

Cosa ci dice riguardo alla crisi economica?

Per quanto riguarda la crisi economica penso che possa far bene all’economia poiché costringe a tagliare i rami secchi e permette a quelle solide di germogliare. Purtroppo negli anni ’80-’90 ognuno faceva quello che voleva c’erano pochissimi controlli e molte persone hanno prosperato su questa situazione ottenendo grandi profitti. Dalla metà degli anni ’90 questo sistema ha cominciato a vacillare sino ad arrivare al 2007 quando è iniziata la crisi attuale che ha cambiato del tutto il mondo dell’economia con la restrizione nella concessione di credito, con l’unica soluzione possibile: quella di avere delle risorse proprie per evitare il fallimento. E purtroppo finora non si vede una via d’uscita.


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