Categorie: Fatti e Misfatti
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Un chirurgo per Roma – Cuori di mamma – Anna Maria la scarceriera – Un milione e 700 mila euro al minuto

Fatti e misfatti di giugno 2013

Un chirurgo per Roma

“Ignazio Marino – hanno decretato le urne – è il nuovo sindaco di Roma”.

Si starà a vedere, ora, che cosa potrà e saprà fare per una capitale indubbiamente afflitta da molti mali. Ignazio Marino, però, è un medico di fama internazionale. E, anzi, un apprezzatissimo esperto in trapianti. E, dunque, lecito attendersi da lui opportune cure e opportuni trapianti là dove maggiori e più gravi sono le sofferenze di Roma. Sofferenze fisiche, ma anche etiche, istituzionali e sociali.

Cuori di mamma

“Ignazio Marino e Gianni Alemanno – come hanno mostrato anche le foto apparse sui giornali – si sono fatti accompagnare al seggio, per il decisivo ballottaggio, dalle proprie madri: Ignazio da mamma Valeria, Gianni da mamma Teresa”.

Ignazio Marino e Gianni Alemanno, dunque, come due ansiosi e timorosi scolaretti all’esame delle elementari: “Mamma, ti prego, accompagnami tu”. E le due mamme, cuori di mamma, non hanno saputo dire di no.

Anna Maria la scarceriera

“Nel nuovo “piano carceri” – ha annunciato, durante un’audizione al Senato, il Ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri – sto prefigurando che i detenuti lascino le loro celle sei mesi prima della scadenza della loro pena e che, in seguito, la reclusione sia comminata soltanto per i reati più gravi con il ricorso ai “domiciliari” e al lavoro di pubblica utilità per tutti gli altri minori”.

Le carceri italiane traboccano e l’Europa continua a bacchettarci severamente per le condizioni inumane in cui sono costretti i nostri detenuti? La scelta, come sempre, è caduta sulla soluzione più facile e non fa niente se non sulla più opportuna. Bisogna sfoltire le carceri? Si facciano uscire prima i condannati del passato e si facciano entrare, in futuro, solo quelli più pericolosi. Da una parte, insomma, un vero e proprio indulto – contro il quale, però, si sono sempre dichiarati contrari esperti e quasi tutti i partiti – dall’altra il rischio – lasciando sempre ad un parere soggettivo la valutazione di un comportamento illecito – di un contraddirsi e scontrarsi di sentenze di questo e quel Tribunale. Forse, allora, sarebbe stato più giusto, oltre che più corretto, fare in modo che potesse essere presa in esame con minor comodo, dai magistrati, la posizione di quei 24.697 detenuti ancora in attesa di giudizio i quali costituiscono, vergognosamente, oltre il 38% dei 65.891 detenuti totali. Ma ai magistrati, evidentemente, non si può chiedere di stare un po’ di più nelle loro sedi giudiziarie. Meglio indulgere su tutto, insomma. Sulle pene dei detenuti, sulle condanne degli imputati, ma, soprattutto, sui ritmi scandalosamente lenti della Magistratura giudicante.

Un milione e 700 mila euro al minuto

“Il Fisco italiano – ha fatto i conti, in un articolo, “Il Corriere della sera” – incassa un milione e 700 mila euro al minuto”.

Sarebbe interessante conoscere però, di questa somma non indifferente, quanto provenga dai ricchi patrimoni e quanto dai redditi e dalle pensioni dei cittadini dei ceti medi e bassi. Come interessante sarebbe conoscere anche, visto che non si vede, dove diavolo questa somma non indifferente vada a finire. Come e perché.

 

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