

Lo ha chiesto la maggioranza capitolina di centrosinistra
La maggioranza capitolina di centrosinistra ha chiesto la convocazione di un consiglio comunale straordinario sui temi della sicurezza. «C’è bisogno di un dibattito ampio e serio – si legge in una dichiarazione sottoscritta da tutti i capigruppo – per offrire risposte ad una città profondamente scossa dai drammatici eventi degli ultimi giorni» ma anche «frastornata e indispettita da una polemica politica caotica e strumentale».
Dopo la brutale aggressione e la morte di Giovanna Reggiani, la donna seviziata lo scorso mercoledì nei pressi della stazione di Tor di Quinto, la destra non ha esitato a scatenare una violenta campagna propagandistica contro Roma e la sua amministrazione. E a poco sono valsi tanto gli inviti alla ragionevolezza e al senso di responsabilità, quanto le più dure risposte degli esponenti del Partito Democratico contro «lo sciacallaggio politico» da parte dei leader di An.
«Difficile – osserva il consigliere del Pd Giulio Pelonzi – accettare lezioni da chi, come Fini e Alemanno, è stato ministro di un governo che non ha mai investito sulla sicurezza, che ha sottratto risorse alla capitale d’Italia, che non ha fatto nulla per prevenire il flusso migratorio dalla Romania quando avrebbe potuto e dovuto e che è stato il principale alleato di una giunta regionale, come quella di Storace, che, malgrado le sollecitazioni, ha lasciato la stazione di Tor di Quinto e molte altre nella più totale incuria».
Il prossimo consiglio comunale, osservano i capigruppo di maggioranza, «potrà essere l’occasione per valutare con obiettività l’importante decisione assunta dal consiglio dei ministri con il varo dei "provedimenti urgenti di prevenzione e contrasto della criminalità", e contribuire ad un bilancio serio e ad un rafforzamento delle politiche di sicurezza urbana nelle competenze dell’amministrazione comuinale, sia sul piano della prevenzione del crimine che su quello, altrettanto fondamentale, dell’inclusione sociale». Tocca ora all’opposizione «dimostrare la volontà di confrontarsi in modo costruttivo sui temi reali del governo cittadino, smettendola di addossare ipocritamente ogni colpa al sindaco e alla giunta e tenendo conto dei livelli di collaborazione istituzionale indispensabili a garantire un efficace contrasto dei fenomeni criminali e del degrado sociale in una metropoli come Roma»
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