Un festival pensato per la periferia

Dall'8 al 14 settembre spettacoli gratuiti alle Officine Marconi e non solo
di Claudia Tifi - 9 Settembre 2008

Lunedì 8 settembre 2008 “Vita morte e miracoli” di Ascanio Celestini, uno spettacolo ambientato in una Roma piegata dalla guerra e dal fascismo, ha dato il via al festival "Bella Ciao–Il balsamo della memoria" che fino al 14 settembre ha voluto privilegiare la periferia con spettacoli teatrali, proiezioni di documentari e letture gratuiti.
Dopo la prima serata al Parco di Villa Sciarra a Frascati, martedì 9 al Centro Anziani La Romanina in via Gregoraci 140, X municipio, Veronica Cruciani presenta “Ballare di Lavoro”, dialogo tra madre e figlia sull’immigrazione.
Altri spettacoli teatrali gratuiti si svolgeranno alle Officine Marconi, in via Biagio Petrocelli.
Giovedì 11 Settembre la serata sarà interamente dedicata all’attentato delle torri gemelle con alla 19 la proiezione del film "Zero inchiesta sull’11 settembre", tratto dall’inchiesta giornalistica di Giulietto Chiesa; alle 21.00 “Nnord, serata Fortebraccio Teatro” e alle 22.30 “America, dopo”, due rappresentazioni che riflettono sulla condizione americana nel mondo.

“Lo sappiamo che i problemi da affrontare sono tanti e spesso più importanti di quelli che riguardano la cultura teatrale – ha detto l’organizzatore, Ascanio Celestini – c’è la guerra, l’immigrazione e le malattie, la prostituzione, la violenza giovanile e la criminalità organizzata, il problema della casa, il terrorismo e l’ambiente.
Quando mi hanno raccontato che in questa periferia di Roma dove sono nati mio padre e mia madre, dove sono nato io, dove è nato mio figlio e dove abito da trentasei anni avremmo avuto un teatro ho detto “troviamo gli spettatori prima di aprire un posto dove mandarli a vedere gli spettacoli”. E così abbiamo messo su un gruppo di lavoro abbiamo costruito una piccola cosa, un festival. Se funzionava una breve rassegna potevamo incominciare a pensare che avrebbe funzionato anche un teatro vero. E il festival ha funzionato. Insomma ci sembrava che gli spettatori c’erano, mo’ bisognava fare il teatro! Ma il teatro continua a mancare e il festival sta morendo.”
Celestini ha notato con disappunto il taglio di fondi operato dal Comune che ha finanziato il festival con 70 mila euro (39 mila euro in meno rispetto a quelli stabiliti dalla precedente amministrazione). Anche la provincia, attraverso gli stanziamenti regionali, ha finanziato con 21 mila e il Municipio con 10 mila.
"E’ vero- ha motivato Croppi- c’è stata una riduzione dei fondi di circa il 20%, ma tutta la situazione relativa al bando dell’estate romana è stata da noi ereditata, compresa la commissione che ha deciso la graduatoria degli eventi e i finanziamenti da destinare loro. Come più volte ho detto non abbiamo meriti ma neanche demeriti".
Tuttavia l’assessore provinciale D’Elia ha promesso che il festival si svolgerà anche l’anno prossimo, "perché – ha dichiarato – è in sintonia con quello che vorrei fare per le politiche culturali della provincia, per i luoghi in cui si svolge, la periferia romana, perchè cerniera con gli altri paesi vicini e perché scommette sulla produzione culturale elaborando grandi fatti della nostra memoria".


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