

La riveocazione storica è realizzata dall'Associazione Culturale Terzo Millennio
Il 29 ottobre nel Castello Theodoli di Sambuci l’Associazione Culturale Terzo Millennio realizza l’annuale “Un giorno a Corte”, rievocazione Storica improntata alla seconda metà dell’Ottocento, periodo in cui il Castello Theodoli ha vissuto uno dei suoi massimi momenti di splendore.
In occasione dell’evento il Castello sarà aperto ai visitatori ininterrottamente dalle ore 10,30 alle 20.00. Il costo del biglietto è di € 3,00. L’ingresso è gratuito per i bambini di età inferiore ai 12 anni e per gli anziani di età superiore ai 65.
Sambuci dista circa 45 km da Roma ed è facilmente raggiungibile mediante l’autostrada A24, uscita Castel Madama o Vicovaro-Mandela.
L’iniziativa “Un giorno a Corte” si inserisce nel giorno della Sagra della polenta, cucinata dalla Proloco in occasione della festa del Patrono del paese, San Celso.
Castello Theodoli, abitato fino alla metà del ‘900 veniva riaperto dai marchesi ogni qual volta desideravano trascorrere un periodo di lieta vacanza nella loro “Villa di Campagna”, circondata dal bellissimo giardino all’italiana, ricco di fontane e di fiori, oggetto di un prossimo restauro che le restituirà la sua antica bellezza.
La rappresentazione storica mette in piena evidenza due realtà sociali fortemente contrastanti seppur conviventi del passato: da un lato la modestia della vita contadina (di cui la polenta è il simbolo per eccellenza) dall’altro il mondo incantato dell’aristocrazia, chiusa nei suoi agi e nel suo sfarzo.
La direttrice artistica dell’Associazione , la dottoressa Aurora Fratini dice “Sono state raccolte tra gli anziani memorie e ricordi di quel tempo in cui l’arrivo della nobiltà suscitava grande meraviglia in tutti i paesani, che rimanevano stupiti di fronte al fascino sontuoso degli abiti delle dame e dei cavalieri, al luccichìo dei gioielli, alla preziosità dei corredi. Le nonne raccontano che il castello prendeva vita come per magia, si illuminava a festa , s’udivano musiche inaudite sulle quale le povere donne di un tempo, lasciate fuori dal grande portale, fantasticavano i loro sogni impossibili immaginando il fruscio delle sete, la luce delle gemme, un amore bellissimo e irraggiungibile.
Entrare oggi nel castello in questa ricreata atmosfera significa, soprattutto per gli anziani, penetrare finalmente un mistero a loro precluso per molte generazioni, appropriarsi finalmente del sogno. Accurate ricerche storiche, di costume, di immagini d’epoca, hanno permesso di ricostruire gli ambienti, gli arredi, gli abiti e le usanze dei nobili del periodo, riprodotti fedelmente così come tramandati. Come ogni anno l’Associazione Culturale Terzo Millennio, nel rievocare questo momento particolare della vita del borgo, allestisce le stanze restaurate di Castello Theodoli messe a disposizione dall’Amministrazione Comunale, arredandole con mobilio d’epoca e rappresentando con i suoi attori, vestiti in splendidi abiti di gala, le abitudini aristocratiche del tempo. Il mobilio d’epoca è autentico. Viene offerto, come sempre, dal mobilificio antiquario InternoSei di Tivoli. Qualche pezzo proviene da collezioni private. Gli abiti indossati dagli attori sono fedelmente riprodotti da documenti storici, i gioielli sono realizzati a mano dagli artisti dell’associazione con pietre dure, semipreziose e cristalli, i complementi d’arredo sono originali, le decorazioni del palazzo vengono eseguite artigianalmente dal gruppo dei soci partecipanti all’evento. Per l’occasione il Comune di Sambuci mette a disposizione alcuni pezzi documentari e librari del suo Archivio Storico. Nella Cappella del castello saranno esposti paramenti sacri del Seicento.
Insomma, il turista che desidera entrare nel castello in questo giorno può godere di una visita piuttosto inusuale e seducente, immergendosi nell’atmosfera di un vissuto particolarmente suggestivo. Inoltre, mentre assiste alle scene di vita nobiliare rappresentate (il momento del pranzo, del tè, della lettura, la lezione di piano, la toilette, il momento della notte) può anche, se vuole, invitare le dame ad un giro di valzer.”
L’evento, consolidato da anni, ha ricevuto consensi e apprezzamenti unanimi da parte di personalità pubbliche, artistiche ed intellettuali per la cura della messinscena, il rigore storico, il fascino che trasmette durante le visite ambientate.
Il Castello di Sambuci, dopo anni di degrado e di abbandono, è stato acquistato dal Comune nel 1991, ed è stato ufficialmente aperto al pubblico nel 2002.
“Abbiamo iniziato a considerare da subito il Castello uno spazio ‘vivibile’ dal punto di vista culturale” aggiunge Aurora Fratini, “abbiano partecipato alla sua ufficiale apertura con una commedia in dialetto dedicata a questo gigante di pietra, ridestatosi dopo tanti anni, che narra la leggenda di un fantasma abitante il vecchio maniero e la storia stessa del paese. La nostra tenacia e quella di amministratori ‘illuminati’ nel voler utilizzare un patrimonio storico e artistico così importane per la Provincia di Roma, e che hanno creduto nelle nostre iniziative, hanno aperto la via ad una maggiore sensibilizzazione nei confronti della sua ristrutturazione e del restauro interno delle sale e degli affreschi. Oggi, a pieno diritto, il Castello Theodoli di Sambuci è annoverato tra i più belli del patrimonio storico e architettonico del Lazio. Possiamo dire con orgoglio di aver contribuito alla sua tutela e valorizzazione, con i nostri eventi culturali, che si tengono al suo interno durante tutto l’anno, primo tra tutti “Un giorno a Corte”.
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