

Presentato il libro di Stefania Ficacci (editrice Franco Angeli) nella Sala consiliare
Stefania Ficacci è una giovane ricercatrice di storia contemporanea, laureata presso l’Università La Sapienza di Roma. Ma è anche nata e cresciuta a Torpignattara, quartiere che, negli anni trenta del XX secolo, scelsero per abitarci i suoi bisnonni materni, vale a dire il pugliese Saverio Di Benedetto e la marchigiana Maria Mezzena.
Le sue, quindi, sono origini analoghe a quelle della stragrande maggioranza degli attuali cittadini di Torpignattara, origini legate all’immigrazione. La giovane ricercatrice è partita da qui, dalla riscoperta delle sue origini, effettuata mettendo insieme i racconti orali delle sue prozie e della nonna, ma anche ricercando nelle fonti d’archivio e consultando materiale bibliografico molto diversificato, per redigere il libro che, sotto l’auspicio dell’Università La Sapienza, la casa editrice Franco Angeli ha appena dato alle stampe.
Il titolo del libro, “Torpignattara: Fascismo e Resistenza di un quartiere romano”, rappresenta alla perfezione il periodo posto sotto i riflettori della ricerca. Si va infatti dalle origini e dagli sviluppi del quartiere, soprattutto durante il ventennio fascista, al tumultuoso e doloroso periodo della Resistenza che, nel quartiere, ebbe un’intensità e, soprattutto, una diffusione e un radicamento difficilmente riscontrabili in altri quartieri della capitale.
A illustrare i contenuti e i vari significati del libro hanno provveduto, sabato 3 febbraio nella sala del Consiglio del VI Municipio, in piazza della Marranella, davanti ad una eccezionale platea di circa 150 cittadini, relatori molto competenti quali la professoressa Lidia Piccioni (cattedra di storia contemporanea alla Sapienza), il professor Sandro Portelli (cattedra di letterature contemporanee sempre alla Sapienza, nonché delegato del Sindaco per il recupero della memoria), l’architetto Carmelo Severino (autore del libro dedicato al Pigneto “Roma, mosaico urbano”); presiedevano alla manifestazione il Presidente del Municipio Teodoro Giannini, e il consigliere delegato alla memoria prof. Francesco Sirleto (autore di ben due libri dedicati alla storia dei nostri quartieri: “La storia e le memorie” edito da Viavai, e “Quadraro, una storia esemplare” edito da Ediesse).
I relatori hanno messo in luce come la ricerca si inserisca in un progetto di più ampio respiro, avente come obiettivo la ricostruzione storica di quartieri che formano la cintura periferica romana, al fine di scoprire le molte identità di Roma nel Novecento (Lidia Piccioni); di queste ricerche sono già state pubblicate quelle relative alla Garbatella, a Pietralata e, limitatamente al VI Municipio, anche alla Borgata Gordiani. Sandro Portelli, da parte sua, partendo da una analisi dei mutamenti nel linguaggio popolare, è arrivato ad affermare come “l’identità urbana non sia qualcosa di fisso e statico, come una valigia che uno si porta sempre dietro, ma qualcosa che si trasforma nel tempo, pronta ad accogliere i diversi apporti e le diverse esperienze di tutte le genti che, di volta in volta, si inseriscono, modificandolo, in un contesto urbano, quale può essere un pezzo di città come Torpignattara”.
L’arch. Severino ha centrato il suo intervento soprattutto sui primordi del quartiere, cioè sulla fase storica che vede la progressiva trasformazione di un pezzo di campagna romana, formato di tenute agricole, ville storiche, e attraversato da fossi e marrane, in agglomerati di case costruite, il più delle volte, da contadini, braccianti e lavoratori stagionali.
Il prof. Sirleto ha inserito il libro della Ficacci in una serie di opere che, fiorite in questi ultimi cinque-sei anni, si stanno profilando come una ricostruzione collettiva, affidata allo strumento della memoria, dell’identità di un quartiere che arricchisce la più vasta identità storica di una città come Roma.
Per quanto riguarda il contenuto del libro, i relatori non hanno mancato di notare gli aspetti più importanti, tra i quali quello che più emerge è costituito dal ruolo che alcuni istituti religiosi (in particolare le suore di nostra Signora di Namur, in via Paciotti) hanno svolto non solo sotto il profilo dell’assistenza e dell’educazione dei bambini più poveri, ma anche durante la guerra e la Resistenza, nel dare rifugio e sostegno agli sfollati, ai renitenti, ai soldati alleati sbandati, ai resistenti in genere.
Infine il Presidente Giannini ha posto l’attenzione sull’impegno del Municipio VI nel promuovere tutte le manifestazioni e le ricerche tendenti ad arricchire e valorizzare la cultura del territorio, la sua storia e le sue emergenze archeologiche.
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