

L’esercizio di via Tor Sapienza 9, diretto dal dr. Mario Marchetti, nasce nel 1930
La farmacia di via di Tor Sapienza, affonda le sue profonde radici nell’omonimo quartiere, di cui può testimoniare la nascita, la crescita e la situazione attuale (www.farmaciamarchetti.it). Ne parliamo con l’attuale titolare il dott. Mario Marchetti. Nato a Castiglion del Lago (Perugia) nel 1952, si è laureato in in Farmacia presso l’Università degli Studi "La Sapienza" di Roma. Dal 1994 Presidente dell’Associazione Commercianti e Artigiani di Tor Sapienza. Dal 1993 Cavaliere Ufficiale della Repubblica Italiana. Collabora con associazioni di volontariato e missionari.
"La nostra farmacia – racconta il dott. Marchetti – nasce nel 1930 quando la piemontese Maria Sappa, dopo aver vinto il concorso per l’apertura dell’esercizio, ha deciso di aprire nel quartiere Tor Sapienza, ancora privo di questo servizio. Il quartiere necessitava di una farmacia data la presenza di ambulatori e dottori di famiglia. Non solo, andava a coprire anche un’ampia fascia di utenti dell’agro romano. Alla morte della fondatrice è seguita la sua unica figlia la dott.ssa Rondelli, laureata in Biologia e Farmacia, che nonostante la sua volontà di seguire per breve tempo la farmacia ne è rimasta a capo per ben 50 anni contribuendo in maniera decisiva alla sua crescita. La farmacia nel corso dei decenni è sempre stata un presidio sanitario di riferimento nel quartiere, rispondendo alle esigenze della collettività con professionalità, sensibilità e disponibilità."
E dopo?
Nel momento in cui la dottoressa ha deciso di abbandonare l’attività nel 1990, dopo aver lavorato per diverso tempo nel campo delle aziende farmaceutiche, ho acquistato la farmacia diventandone il nuovo titolare, decidendo così di mettere in pratica tutte quelle competenze acquisite durante le mie precedenti esperienze donando il giusto impulso per trasformarne, quella che era ormai divenuta un vero e proprio punto di riferimento per gli abitanti del quartiere, in una struttura polifunzionale.
Può dirci quali sono le ragioni e il segreto del successo della farmacia?
Il farmacista è colui che mette a disposizione del malato rimedi per alleviare le sue sofferenze, con scienza e coscienza gli prepara medicamenti, con attenzione ne ascolta i problemi e con cultura e professionalità risponde alle sue domande, collaborando con il medico cerca cioè di elevare la qualità della sua vita. Tutto questo è il farmacista, tutto questo è la nostra farmacia. La voglia di prestare un servizio completo e di soddisfare il cliente in ogni sua esigenza: questo il segreto del successo della Farmacia Marchetti. Sin dall’inizio, infatti, ho deciso di seguire una linea manageriale che potesse contribuire a far sì che il cliente potesse usufruirne e avvicinarsi alla farmacia non solo per acquistare semplicemente quello di cui aveva bisogno, ma anche prenotare una visita specialistica con il servizio gratuito Recup. Un servizio presente nelle altre farmacie solo da pochi anni che decisi di inserire a mie spese circa 15 anni fa sempre con lo spirito di portare innovazione nel mio esercizio.
Com’era il quartiere quando lei è subentrato nella gestione dell’esercizio e come lo stesso si è evoluto?
Mi rattrista affermare che, purtroppo, il quartiere di Tor Sapienza, rispetto al momento in cui ho deciso di acquistare la farmacia, ha subito una vera e propria involuzione. Siamo passati nel giro di alcuni decenni da un numero di 16.000 abitanti a poco più di 12.000, causa anche una scarsa considerazione dei costruttori di questa zona. Sopratutto su di noi commercianti questa perdita di residenti ha influito moltissimo, per non parlare poi del problema del traffico e della sicurezza.
Cosa occorrerebbe fare?
Per migliorare l’aspetto della viabilità su via di Tor Sapienza sarebbe fondamentale individuare delle aree per la realizzazione di parcheggi, che permetterebbero un libero passaggio sulla strada principale da parte dei residenti ed allo stesso tempo una rivalutazione di zone abbandonate a se stesse che andrebbero a trasformarsi in parcheggi a ore.
Mentre sul versante della sicurezza da tempo sto portando avanti una battaglia personale che vede il progetto di collocare il capolinea di una delle linee più usate come quella del 112 dove sorge attualmente la nuova stazione ferroviaria di Tor Sapienza.
Non ritengo giusto che i residenti del quartiere abbiano paura di uscire dopo la chiusura dei negozi, vittime di una mancata sicurezza dettata dalla presenza massiccia di extracomunitari e del fenomeno ormai noto della prostituzione. Abbiamo un bel quartiere, perché abbandonarlo così a se stesso?
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