

La protesta per le mancate paratie inter-vagoni nella metro di Roma
L’Unione Italiana Ciechi lo chiede da decenni ma fino ad ora, la chiusura degli spazi vuoti tra un treno e l’altro della metropolitana romana, è rimasta una promessa fatta solo sulla carta.
A pochi giorni dalla manifestazione che lo scorso 22 febbraio ha visto un centinaio di associati all’Uic protestare per chiedere maggiore sicurezza durante i loro spostamenti con la metro, il presidente della sezione provinciale di Roma Marcello Iometti ci tiene a ribadire che in assenza di risultati concreti «continueremo a fare pressione su tutti i fronti».
La protesta è partita dalla banchina di attesa della metro B a Termini: proprio su questa linea infatti, il 15 luglio del 2004, perse la vita Giampiero Cassio caduto sui binari all’arrivo del treno per l’assenza delle paratie inter-vagoni.
Dopo quel tragico incidente, dal Campidoglio la promessa che il problema sarebbe stato risolto: da quel giorno sono passati due anni, un’altra persona è morta per lo stesso motivo lo scorso novembre alla fermata Eur-Palasport ma delle paratie neanche l’ombra.
«Ci avevano assicurato – sottolinea Iometti – che il prototipo di chiusura presentato dalla società Ansaldo, sarebbe stato realizzato entro il 31 gennaio. Ma ora si parla di un nuovo impegno, altri otto mesi di lavori che dovrebbero essere ultimati quindi per ottobre».
Ed infatti pare che i tempi per la realizzazione delle paratie in gomma rinforzata siano slittati, a detta dell’assessore capitolino alla mobilità Mauro Calamante «perché si trattava di apportare al progetto iniziale delle modifiche non semplici».
Per questi motivi l’Uic ha deciso di attestarsi su “atteggiamenti intransigenti” posponendo alla realizzazione delle paratie, tutte le altre esigenze come i percorsi tattili e l’apertura delle porte della metro, in modo da capire con il rumore quando salire e scendere; malcontento poi nelle parole del presidente romano dell’organizzazione che promette un “controllo costante della situazione”.
Intanto è fissata per il 28 febbraio l’incontro tra i vertici della Ansaldo e le associazioni di non vedenti nella speranza di poter comprimere i tempi di lavorazione previsti.
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