

La protesta dei lavoratori dello spettacolo del Teatro Valle va avanti. Ieri la conferenza aperta al pubblico sul nuovo statuto
Teatro bene Comune. E’ questo lo slogan che appare sul maxi-schermo del palcoscenico del Teatro Valle, proprio su quel palco dove 90 anni fa Luigi Pirandello portava in scena i suoi “Sei personaggi in cerca d’autore”.
L’occupazione iniziata il 14 giugno procede senza sosta e continuerà ad oltranza. “Il teatro è un bene comune e deve rimanere pubblico”, così proclamano attori, ballerini, autori, tecnici di palcoscenico e tutti coloro che si sono uniti in questa lotta per salvare il Teatro dalla minaccia della chiusura.
Il confronto nato durante le assemblee sostenute in questi giorni di occupazione ha portato alla stesura di un nuovo statuto che ha come obiettivo quello di “restituire dignità ai professionisti del settore affrontando la crisi non con la chiusura ma con metodi formativi sviluppando la ricerca e i talenti”.
Nel corso della conferenza del 5 luglio mattina sono stati illustrati i punti fondamentali dello statuto al quale gli occupanti hanno lavorato in collaborazione con il prof. Ugo Mattei, docente in Diritto Civile all’Università di Torino.
Innanzitutto il teatro deve essere riconosciuto e tutelato come un bene comune, con un diritto soggettivo ed un finanziamento dedicato alla gestione delle attività, nelle forme giuridiche di ente o di fondazione. Inoltre deve essere concepito come un centro dedicato alla drammaturgia italiana e contemporanea, con una particolare attenzione alla formazione degli artisti, sviluppando anche forme di scrittura teatrale e confrontandosi con i maggiori teatri europei come il Royal Court Theatre di Londra, il Thèatre de la Colline di Parigi, la Schaubuhne di Berlino.
I lavoratori dello spettacolo vogliono rilanciare la figura dello spettatore, che non deve essere più considerato solo come colui che compra il biglietto ma come un soggetto attivo nel teatro capace di confrontarsi con gli autori, garantendo equità per il costo del biglietto, senza distinzioni di categorie tra il pubblico.
“La lotta deve continuare!” cosi insorgono gli occupanti. “Tutto ciò è frutto della sfiducia nei confronti delle Istituzioni che non sono state in grado di portare a termine gli obiettivi prefissati, le promesse di un rilancio della cultura da parte del sindaco Alemanno slittano da mesi, noi non riconosciamo il Ministero e il Comune interlocutori validi per portare avanti determinati progetti, perché hanno dimostrato di non essere capaci e di non avere le competenze giuste per farlo. Quest’occupazione è una risposta alle scelte politiche che negli ultimi vent’anni ci hanno fatto sprofondare nel baratro”.
Vani sono i tentativi di mediazione da parte delle forze politiche. Dino Gasperini, assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico ha annunciato il cartellone per la stagione 2011-2012. Il teatro Valle deve essere liberato per consentire l’avvio della nuova stagione, interamente pubblica affidata al Teatro di Roma in sinergia con il Teatro dell’Opera, Romaeuropa Festival, Accademia di Santa Cecilia e tutte le eccellenze artistiche della città. Giovedì, presso i miei uffici, si terrà la prima riunione per la definizione del cartellone. Per il resto siamo aperti al dialogo, come sempre, purché costruttivo e basato su iniziative concretamente realizzabili”.
I lavoratori dello spettacolo ribadiscono: “Non rifiutiamo il dialogo ma lo impostiamo noi, con le nostre richieste e i nostri obiettivi. La manovra finanziaria di 47 miliardi di euro e i tagli violenti alla cultura ci hanno portato ad una situazione di emergenza totale”.
C‘è anche chi sente la necessità di ascoltare questa voce di protesta. Francesco Pasquali, Capogruppo di Futuro e Libertà alla Regione Lazio ha dichiarato: “Dopo più di venti giorni di occupazione è doveroso che le istituzioni ascoltino e trovino insieme una soluzione che rassicuri gli artisti e le maestranze sulle sorti del Teatro Valle. Futuro e Libertà, oltre a sottolineare la disponibilità a potersi confrontare con una delegazione degli occupanti del Teatro Valle, si farà promotrice di una eventuale convocazione nella Commissione Cultura e Spettacolo al fine di avviare un tavolo per la soluzione di questa vicenda”.
E intanto il Valle continua a proporre serate di spettacolo con numeri di cabaret, canzoni, lettere, poesie e interventi di artisti famosi e non, deliziando il pubblico che numeroso si unisce alla protesta.
Nelle foto: il pubblico nel Teatro Valle occupato, la facciata del Teatro, Andrea Camilleri ed Elio Germano
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