

Nel mirino degli studenti c’è in particolare la riforma degli istituti tecnici e professionali, considerata uno degli interventi chiave del Ministero
Non una semplice visita istituzionale, ma un’accoglienza segnata dalla protesta. All’arrivo del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, nella giornata di ieri 23 aprile gli studenti del liceo Istituto Galilei hanno esposto uno striscione netto: “Fuori Valditara dal Galilei”.
Un messaggio che va oltre la contestazione simbolica e che punta direttamente al metodo con cui, secondo i collettivi, vengono portate avanti le politiche scolastiche.
Nel mirino degli studenti c’è in particolare la riforma degli istituti tecnici e professionali, considerata uno degli interventi chiave del Ministero.
La critica principale riguarda l’assenza di confronto: le decisioni, denunciano, sarebbero state prese senza un reale coinvolgimento della componente studentesca, alimentando la percezione di una scuola gestita dall’alto.
La visita del ministro è stata così letta come una “passerella” più che come un’occasione di dialogo. Alcuni studenti riferiscono di non aver potuto prendere la parola durante l’incontro e, in alcuni casi, di essere rimasti fuori dall’istituto, senza possibilità di partecipare o di accedere ai propri effetti personali.
A sostenere la mobilitazione è intervenuta anche la Rete degli Studenti Medi, attraverso la coordinatrice regionale del Lazio Bianca Piergentili, che ha criticato duramente l’impostazione del Ministero.
Secondo la rappresentante studentesca, la scuola avrebbe bisogno di investimenti strutturali e di una visione condivisa, piuttosto che di interventi percepiti come calati dall’alto.
Al centro del confronto resta il tema del “merito”, inserito anche nella denominazione del dicastero. Per i manifestanti, si tratta di un principio che rischia di accentuare le disuguaglianze se non accompagnato da politiche capaci di rispondere alle reali condizioni degli studenti, sul piano economico, psicologico e didattico.
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