

Gli investigatori ipotizzano un disegno organizzato e non episodi isolati
Minacce, telefonate anonime e messaggi intimidatori diretti a Claudio Lotito. “Ti veniamo a prendere”, “Vendi la Lazio”: frasi che si ripetono da settimane e che hanno spinto gli inquirenti a ritenere che non si tratti di episodi isolati, ma di un’azione coordinata nei confronti del presidente biancoceleste.
Cinque tifosi risultano al momento indagati per stalking e minacce, ma le indagini proseguono per ricostruire la rete di contatti e le possibili connessioni con ambienti organizzati della tifoseria.
Gli investigatori stanno analizzando chat, celle telefoniche e interazioni digitali incrociate per delineare la mappa dei rapporti e capire se dietro le intimidazioni ci sia un gruppo strutturato.
Non è la prima volta che Lotito finisce nel mirino di pressioni e tentativi di condizionamento.
Tra il 2005 e il 2006 il presidente laziale era già stato bersaglio di un’operazione di intimidazione orchestrata da Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, allora leader della Curva Nord.
In quell’occasione, insieme ad altri tre esponenti, Piscitelli fu condannato nel 2015 in primo grado per tentata estorsione ai danni del patron biancoceleste.
Oggi, a quasi vent’anni di distanza, la storia sembra ripetersi. Gli inquirenti, pur mantenendo il massimo riserbo, non escludono che le nuove minacce siano frutto di dinamiche interne al tifo organizzato, riemerse in un momento di tensione tra società e frange ultrà.
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