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“Venezia: la tutela per immagini. Un caso esemplare dagli archivi della Fototeca Nazionale”

Fino al 19 febbraio, la mostra a cura di Paola Callegari e Valter Curzi nel Complesso Monumentale di San Michele a Ripa

Fino al 19 febbraio 2006, nel Complesso Monumentale di San Michele a Ripa, sede dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ex Chiesa delle Zitelle), è possibile visitare la mostra “Venezia: la tutela per immagini. Un caso esemplare dagli archivi della Fototeca Nazionale”, a cura di Paola Callegari, Direttore della Fototeca Nazionale, e Valter Curzi, docente di Storia dell’arte moderna e di Legislazione dei beni culturali presso l’Università di Roma “La Sapienza”.

Nel 1975, con la nascita del Ministero per i Beni Culturali, la Fototeca Nazionale riceve il materiale del Gabinetto Fotografico Nazionale, raccolto dal 1892. Verso la fine dell’800, inoltre, viene varata una legge che obbliga tutti i fotografi, amatoriali e non, a consegnare un esemplare di ogni foto che detenga un valore e un’importanza storica e civile per l’Italia.

La mostra si rivela così una sintesi tra storia, fotografia e arte, ed ha lo scopo di ripercorrere la storia della tutela dei beni culturali a Venezia attraverso la documentazione fotografica, anche passando attraverso situazioni critiche ed estreme come possono essere state le due guerre mondiali e il lavoro immane che, non solo gli addetti ai lavori, ma anche i civili fecero per salvare le opere. E’ la storia di una città e di un popolo che si avvia all’appropriazione del concetto di bene culturale come bene di pubblica utilità, come monumentum; quindi, dei concetti di tutela e conservazione, senza trascurare i primi tentativi di diagnostica artistica. Un ultimo grande tema che si può estrapolare è il concetto di restauro, che in quegli anni va sviluppando la sua storia, partendo dalla doppia accezione di restauro conservativo e di restauro propriamente detto, fino ad arrivare all’etica del restauro che impedirà di definire “restauro” qualsiasi operazione che vada a sfiorare anche il falso artistico.

La mostra, che attraversa circa cento anni di storia, è organizzata in sei sezioni:

1. La città delle immagini.
2. Arte in guerra.
3. La memoria delle pietre.
4. Nei depositi del sapere artistico.
5. La rivelazione della bellezza.
6. Scienziati dell’arte per passione.

La mostra sarà aperta fino al 19 febbraio, dal martedì alla domenica, orario: 10.00–18.00, con ingresso da via di San Michele 18.

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