

Dal vincitore del Leone d’Oro agli Eventi Speciali con due film tra guerra e vite compromesse.
Prosegue la rassegna cinematografica “Da Venezia a Roma”. Dopo il successo di Gianfranco Rosi con Sacro GRA è ora la volta di La mia classe con Valerio Mastandrea, presentato al Lido come Evento speciale nelle Giornate degi Autori. Il regista Daniele Gaglianone, già autore di Nemmeno il destino sarà presente al Farnese al termine della proiezione del film che ricorda, in maniera non troppo velata, Diario di un maestro di Vittorio De Seta. Nel film si raccontano le storie degli “alunni”, adulti, di un corso serale per stranieri che si incrociano con quella del loro insegnante, appunto, Valerio Mastandrea. Il film diventa meta-realtà nel momento in cui a uno degli attori si mostra, crudo e reale, il rischio di vedersi ritirato il permesso di soggiorno. “Oggi la scuola è il luogo che più di tutti riflette le contraddizioni feroci di una società sempre più classista, in cui la mobilità sociale è una chimera”, le parole del regista alla presentazione in Laguna.
Alle 22.30 verrà presentato al Nuovo Olimpia Zoran, il mio nipote scemo di Matteo Oleotto, in cui il realismo schietto delle osterie friulane tesse una trama semplice e amabile tra passatempi goliardici, incontri generazionali e bicchieri di vino.
Altro film che tocca i nervi fin troppo avvolti di immobilismo sociale e sporca le coscienze di chi guarda da lontano è Bethlehem, primo lungometraggio di Yuval Adler, con Shadi Mar’i. Sanfur, ragazzo di appena 17 anni imbraccia un kalashnikov con altri ragazzini, aspettando il suo momento, mentre la guerra scorre veloce e “viva”. Guerra che Safur combatte fuori e dentro, tra la lealtà e la paura di perdere tutto a causa della scelta di voler nascondere ai servizi segreti israeliani suo fratello Ibrahim, paladino del braccio armato palestinese.
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